Lo studio sarà presentato questa mattina a Mier
BELLUNO. Passa dalla montagna italiana la «ristrutturazione demografica» che nel giro di dieci anni cambierà il Paese, tra modelli di sviluppo sostenibile, nuovi insediamenti produttivi e manodopera sempre più straniera. È quanto emerge dal «Rapporto Montagne Italia 2016» che l’omonima Fondazione nata dall'Unione nazionale dei Comuni montani (Uncem) presenterà oggi a Belluno, per iniziativa del Centro Studi Bellunese.
Dopo i saluti iniziali che introdurranno la giornata, interverranno l’onorevole on. Enrico Borghi, presidente Fondazione Montagne Italia, il senatore Giovanni Piccoli, Roberto Ciambetti presidente Consiglio Regionale del Veneto, Luca Lo Bianco direttore scientifico Fondazione Montagne Italia e Giampietro Lupatelli esperto Fondazione Montagne Italia nella redazione del Rapporto.
L’appuntamento è in programma dalle 9.30 alle 12.30 presso la sala convegni di Villa Carpenada a Mier. L’evento è organizzato in collaborazione con Uncem, Federbim, Fondazione Montagne Italia e il contributo del Consorzio dei comuni Bim Piave di Belluno.La partecipazione è gratuita e aperta alla cittadinanza.
I cambiamenti più rilevanti intercettati dal Rapporto? «In primo luogo - spiega Borghi - un tendenziale invecchiamento della popolazione, che però ha di fronte a sé una prospettiva di vita ancora lunga. In secondo luogo, la progressiva presenza di immigrati che si stanno sostituendo, anche nei cicli produttivi di rilevante importanza, alla manodopera locale che manca ma che necessitano di gestione nei flussi e non di occasionalità». (fdm)
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