Lo dico alla Finanza: 117 supergettonato

BELLUNO
Nel corso del 2011 le chiamate al 117 sono aumentate: fino al 140% in più rispetto al 2010. Ieri il comando provinciale della Guardia di finanza ha fatto il bilancio dell’attività condotta durante l’anno da poco terminato. «L’impennata delle telefonate al 117», ha sottolineato il comandante provinciale, il colonnello Francesco Mora, «non è un dato da trascurare, perché rappresenta per noi un termometro importante ed è segno che il cittadino ha aumentato la propria sensibilità e sente sempre più il bisogno di legalità, segnalando dunque comportamenti illeciti».
E proprio in tema di comportamenti illeciti il comando provinciale nel 2011 è stato impegnato soprattutto sui fronti della lotta all’evasione fiscale, del sommerso d’azienda e di lavoro, contraffazione e traffici illeciti.
Dal lato dell’evasione fiscale, 595 gli interventi portati a termine lo scorso anno, con l’individuazione di redditi non dichiarati e costi non deducibili per oltre 42 milioni di euro e violazioni all’Iva per 6 milioni. Ventisette i soggetti denunciati per frodi e reati fiscali, il 3,85% in più rispetto al 2010: in 14 casi per aver utilizzato fatture false e in 6 casi per emissione delle stesse.
«Operazioni insidiose», ha spiegato Mora, «perché creano un doppio danno: da un lato all’introito dello Stato e, dall’altro, provocando un’alterazione delle regole del mercato e della contabilità d’azienda». Contando sia gli evasori totali che i paratotali, la base imponibile sottratta a tassazione è ammontata a più di 32 milioni di euro. Ed è stato ricordato anche il caso di evasione internazionale che aveva coinvolto una donna residente a Cortina, che aveva trasferito in Svizzera un tesoretto di circa 10 milioni di euro, utilizzando illecitamente l’istituto del “trust”. Sul fronte del contrasto al lavoro nero, 80 i lavoratori irregolari identificati (+17,6% sul 2010), di cui 41 completamente in nero. «A seguito di questa indagine», aggiunge Mora, «sono state sospese 5 attività gestite da imprenditori cinesi del basso Feltrino». Dal lato del sommerso d’azienda, la cosiddetta “black economy”, 55 gli evasori totali rilevati, con una sottrazione all’imposizione per oltre 17 milioni di euro. Undici invece i paratotali, con un’evasione ammontante a 15 milioni.
«Le irregolarità riscontrate in materia di ricevute e scontrini fiscali sono in linea con l’anno precedente», precisa il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, «e costituiscono circa il 4,5% del totale. Nello specifico, nel 2011 sono state 121 su 2.722 controlli».
Da segnalare nella lotta agli sprechi di denaro pubblico un intervento eseguito su delega della Corte dei conti e che ha fatto emergere sprechi per 60mila euro e il caso di una donna dell’Agordino, sulla cinquantina, denunciata per truffa ed evasione totale. «Oltre a non dichiarare il reddito percepito da lavoro dipendente e i redditi da proprietà immobiliare, la donna percepiva un’indebita di disoccupazione e svolgeva nello stesso periodo un’attività lavorativa “in nero” nel comparto turistico».
I riferimenti alle operazioni 2011 sono anche andati al caso di sequestro, nel marzo dello scorso anno, di 234 contenitori per la sterilizzazione usati nelle sale operatorie e potenzialmente dannosi per la salute. «Questo nell’ambito del contrasto alla contraffazione e tutela del consumatore», commenta Mora, «un settore che ci vede impegnati anche in questo inizio di 2012, non solo nell’alimentare, ma anche nei confronti di prodotti che possono sembrare meno pericolosi, ma che in realtà rischiano di diventarlo, come il materiale per la scuola».
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