Livinallongo è paese “cardio protetto”
LIVINALLONGO. Nei giorni scorsi Comune e Croce Bianca Fodom hanno completato i lavori di installazione delle sei colonnine dotate di defibrillatore, previste dal progetto Dae (defibrillatore automatico esterno ). L'iniziativa, finanziata dal Comune con 17 mila euro e realizzata in collaborazione con la Croce Bianca Bolzano ed il Suem 118, porta il territorio Fodom ad essere il primo "cardio protetto" della Provincia di Belluno. Le colonnine sono state posizionate nel capoluogo Pieve, ad Arabba e nelle frazioni di Ornella, Corte ed Andraz.
Questo per cercare di avere una copertura più capillare possibile del servizio nelle molte e spesso disagiate frazioni del Comune. Un'apparecchio mobile è stato posizionato invece nella palestra della scuola media di Brenta. Ogni defibrillatore è telecontrollato via Gsm in modo da tenere sott'occhio la ricarica delle batterie ed anche contro eventuali furti. In caso di bisogno, grazie ad una app scaricabile sullo smartphone, sarà possibile per gli addetti visualizzare in tempo reale la posizione di ogni colonnina in modo da poter sapere qual è quella più vicina. Sempre nell'ambito dello stesso progetto a maggio si sono tenuti i corsi di formazione all'uso dell'apparecchio, organizzati dalla Croce Bianca Fodom, al quale hanno partecipato oltre una quarantina di volontari, perloppiù scelti tra i membri di associazioni di pronto soccorso come soccorso alpino e pompieri. Tutte le colonnine sono già attive e pronte all'uso.
Sempre nell'ambito della prevenzione sul tema dell'arresto cardio respiratorio, la Croce Bianca ha partecipato anche quest'anno all'iniziativa chiamata "Viva", una settimana di sensibilizzazione promossa dal parlamento europeo. Come l'hanno scorso sono stati coinvolti i bambini ed i ragazzi di elementari e medie della vallata (una ottantina) i quali, a piccoli gruppi, hanno potuto seguire le "lezioni" nelle tre postazioni dotate di manichino, preparate dai volontari nella piazza del capoluogo.
«Prima di tutto» spiegano i volontari «abbiamo loro mostrato come si esegue la rianimazione su persona in arresto cardio - respiratorio. Poi è seguita la parte pratica, dove ogni ragazzo ha potuto provare in prima persona le manovre previste dal protocollo per questo tipo di situazione. A cominciare dalla chiamata al 118, molto importante, in quanto è già successo più volte a livello nazionale che un bambino sia riuscito a salvare la vita ad una persona proprio facendosi guidare telefonicamente in queste operazioni dall'operatore del centralino». La lezione è terminata con la dimostrazione dell'intervento dei sanitari dopo che la persona è stata rianimata. A due maestre infine, è stato spiegato come viene eseguita la rianimazione sui bambini. «Diversi ragazzi che hanno partecipato anche l'hanno scorso si ricordavano ancora le manovre. Ciò dimostra l'importanza di ripetere di queste iniziative».
Lorenzo Soratroi
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