L’ex Acc è in stand by: pressing sul ministero

Francesco Dal Mas
/ BORGO VALBELLUNA
Si lavora, seppur a singhiozzo, in Wanbao. Ma non è per questo che in fabbrica c’è una forte tensione. Sta suscitando reazioni ogni giorno più negative l’approccio del commissario giudiziale Anna Di Pasquale: in tutte le riunioni tenute con la dirigenza dello stabilimento di Mel, l’avvocato friulano ha un ruolo assolutamente marginale. Chi parla e gestisce le riunioni è invece Pietro Del Fabbro, un commercialista molto noto a Trieste per essere stato il presidente della finanziaria regionale Friulia nell’era Serracchiani, nonché presidente di Autovie Venete e di una società del sistema portuale triestino.
A Mel si percepisce una situazione opaca e persino anomala, e questo accresce il clima di incertezza e di confusione seguito alla mancata nomina a commissario di Maurizio Castro. C’è nervosismo anche fra i clienti: Electrolux, in particolare, teme che il risultato di una gestione del commissario Di Pasquale, ritenuta insufficiente sul versante industriale e non a suo agio nella relazione con il complesso mondo dell’elettrodomestico, possa portare, alla ripresa dell’attività produttiva, allo stop forzato della produzione dello stabilimento di Susegana (e forse dello stabilimento ungherese di Jaszbereny) per due giorni. Il tutto per la manzanza di compressori, che Mel in questi giorni non sta producendo. Sarebbe il peggior biglietto da visita per la fabbrica zumellese dopo il commissariamento.
Sul fronte dei fornitori, c’è una domanda delicata che ruota attorno alla promessa fatta dai dirigenti Wanbao al ministro D’Incà e a Castro di fornire per un anno componenti essenziali (statori e rotori) la cui produzione era stata delocalizzata da Mel in Cina. Chi garantisce oggi che mantengano la promessa, visto che i loro interlocutori istituzionali sono fuori gioco e Mel per Wanbao è solo un concorrente? Si moltiplicano poi, persino in modo incontrollato, le voci secondo le quali il Friuli si aspetti dal colosso giapponese Nidec (il cui settore compressori é guidato da Valter Taranzano, con profondi legami con gli ambienti triestini frequentati anche dal ministro Patuanelli e dal duo Del Fabbro - Di Pasquale) investimenti nel suo territorio aggiuntivi alla fabbrica di motori per lavatrici che Nidec ha già a Comina (Pordenone): naturalmente, si sussurra, ciò accadrebbe nel caso che Mel fosse destinato alla dismissione, aprendo spazi per la crescita di Nidec, che sta esercitando un forcing sulla Commissione Europea per farsi autorizzare a rilevare lo stabilimento austriaco di Fürstenfeld, già di Acc.
Un quadro “torbido”, come è stato definito dal dirigente di una multinazionale che sta seguendo le vicende di Mel. L’unico che può far chiarezza è il ministro Patuanelli, su cui convergono pressioni contrastanti: tutte le organizzazioni sindacali, la Regione Veneto, il sistema economico dell’elettrodomestico e il collega bellunese D’Incà gli chiedono con estrema insistenza di tornare sui suoi passi, nominando Castro ed evitando di essere accusato di un eventuale fallimento del salvataggio di Mel. —
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