L’Anio ora denuncia «Malati di osteomielite dirottati a Belluno»

CORTINA. Codivilla Putti: l’ambulatorio di osteomielite non è più attivo e i malati di questa patologia sono sempre più in difficoltà a curarsi. L’Anio - l’Associazione nazionale per le infezioni ossee ed articolari - ritorna sul caso della chiusura del Putti e sulla mancanza di un punto di riferimento per i malati di osteomielite.
L’ambulatorio di osteomielite, inizialmente mantenuto dai nuovi gestori del Codivilla, ora non è più attivo, nonostante la presenza di personale medico e infermieristico competente. «Se da una parte, con la nuova delibera della Regione riguardo la ristrutturazione del Codivilla, che prevede anche il ripristino del reparto dell’osteomielite, con la sala operatoria e i posti letto di degenza, ci sentiamo rassicurati per il futuro prossimo, dall’altro allo stato attuale sembra che si voglia togliere tutto ciò che riguarda la cura degli affetti da infezioni ossee», spiega Girolamo Calsabianca, presidente dell’Anio. «L’Oras, il nuovo gestore, non ha mai aperto un dialogo con Anio. Attualmente le garanzie al malato di osteomielite vengono da Zaia, che garantisce nella programmazione futura del Codivilla le cure delle infezioni ossee. Nella gestione attuale, invece, l’ambulatorio per le medicazioni degli osteomielitici non funziona più. Chi chiama per prenotare è messo in lista di attesa o dirottato all’ospedale di Belluno. Ed è un peccato, perché si perdono esperienza e know how accumulato in tanti anni di attività nella realtà ampezzana».
Sandra Scarpa, del Comitato civico della salute del cittadino, così interviene sulla questione: «Sappiamo che la Regione ha previsto il ripristino delle degenze per osteomielitici, nonché la seconda sala operatoria per poter fare gli interventi sugli arti. Al momento tuttavia l’ambulatorio non è nelle schede regionali; è naturale che tutti vorremmo che potesse essere attivo. Ci sembra strano che non ci possa essere uno scambio di idee tra Anio e Oras. Sappiamo che la Regione ha previsto nuovamente al Codivilla Putti la cura delle infezioni ossee e ora i pazienti possono ben sperare. Al momento non sappiamo però cosa succede a questi ammalati. Speriamo che chi di dovere si renda conto che sarebbe importante la continuità delle cure che da oltre 40 anni si attuano all’ospedale di Cortina».
Marina Menardi
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