Lamon si riprende il «pendolon»

Arina rivendica la proprietà della ricetta che Mellame vuole adottare
A sinistra il casel di Mellame A destra i fagioli tipici di Lamon
A sinistra il casel di Mellame A destra i fagioli tipici di Lamon
 LAMON.
Sul piatto del "pendolon" si incrociano le forchette degli Amici del casel de Melam, che lo vorrebbero rendere un prodotto tipico arsedese, e del volontariato di Arina, che ne rivendica l'origine lamonese.
 Una disputa all'ombra di due campanili che affonda in radici storiche e ha il gusto della tradizione. Attorno a queste peculiarità, l'altopiano alza la sua difesa. «Il pendolon è un piatto a base di fagioli di Lamon, patate, pancetta e lardo, ed era preparato e consumato dai pastori arinesi nei luoghi percorsi dalla transumanza», spiegano i portavoce del volontariato di Arina. «Il nome del cibo è legato al fatto che durante le lunghe traversate a piedi con gli animali, veniva conservato all'interno della manica della giacca e quindi penzolava in continuazione».  In questi mesi poi, l'amministrazione guidata dal sindaco Vania Malacarne sta istituendo un elenco di prodotti e ricette tipiche della propria cultura gastronomica, dei quali farà parte anche il pendolon, oltre alla "carn de fea anfumegaa" (carne di pecora affumicata), ai fagioli di Lamon e non solo. Tutti alimenti che saranno certificati con il marchio Deco di denominazione comunale.  Inevitabile quindi lo stupore degli abitanti di Arina di fronte alla candidatura di questo prodotto come cibo tipico di Arsiè, emersa nei giorni scorsi da parte del gruppo di Mellame che ha espresso la volontà di ottenere per il pendolon la certificazione di qualità e nel frattempo gli dedica una festa (sabato 17). Da qui, la replica in punta di forchetta: «Il volontariato arinese, da sempre impegnato nella promozione e valorizzazione della gastronomia locale, puntualizza che la ricetta del pendolon è un elemento fondante della tradizione e della storia del paese».  I rappresentanti della frazione sull'altopiano evidenziano inoltre il fatto che negli anni scorsi parteciparono a progetti specifici in collaborazione con il consorzio di tutela del Fagiolo Igp, tra i quali la presentazione del piatto su Rai uno, durante Uno mattina. «Non dimentichiamo poi», aggiungono, «il lavoro svolto dalla dottoressa Perco del museo di Seravella in occasione della mostra sulla transumanza allestita per la prima volta proprio ad Arina (luogo simbolo di quell'allevamento), all'interno della quale si faceva specifico riferimento al pendolon come piatto tipico dei pastori della frazione lamonese».  «Siamo talmente affezionati ai valori e alle tradizioni da essere lusingati dell'interesse di altri a valorizzarli e promuoverli. Forse è la prova di quanto siano preziosi», concludono gli arinesi. «Tuttavia intendiamo difenderli, nel rispetto dei nostri antenati, capaci di plasmare un'identità attraverso usi, costumi e segreti che oggi rappresentano la ricchezza più grande».  

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