L’alpinista Zanderigo non ce l’ha fatta: è morto dopo il malore vicino a casa

Settanta anni, era stato soccorso a Casamazzagno dalla moglie, preoccupata per non averlo visto rientrare. L’uomo era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Treviso

L'alpinista Gildo Zanderigo è morto dopo il malore avuto nei boschi di Casamazzagno
L'alpinista Gildo Zanderigo è morto dopo il malore avuto nei boschi di Casamazzagno

L’alpinista Gildo Zanderigo Maccarino, 70 anni di Comelico Superiore, non ce l’ha fatta. E’ morto la mattina di lunedì  20 febbraio all’ospedale di Treviso, dove era stato ricoverato dopo il malore accusato domenica, mentre stava lavorando nel fienile sopra la sua abitazione, a Casamazzagno. E’ stata la moglie, allarmata perché il marito tardava a rientrare, a trovarlo riverso a terra, in preda a ipotermia.   

Subito soccorso, Gildo Zanderigo è stato raggiunto in località Federe da una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico e da una del Sagf della Guardia di finanza, oltre che da un’ambulanza. Faceva freddo e c’era nebbia nella zona e l’elicottero aveva dovuto aspettare che si aprisse un varco tra le nuvole, prima di atterrare e far scendere l’èquipe medica.

Zanderigo era l’anima dei Rondi, il sodalizio alpinistico che ha raccolto l’eredità del Gruppo dei rocciatori della Val Comelico. Attivo nel Soccorso alpino,  nel 2001 gli era stato assegnato il premio Pelmo d’Oro nell’arrampicata: «Per la sorprendente e continua attività alpinistica proiettata sempre ad alto livello, lontana dai riflettori e condotta nel pieno rispetto delle norme etiche dell’alpinismo di ricerca. Autorevole arrampicatore che, attraverso le innumerevoli imprese realizzate in modo eticamente pulito ha fatto conoscere le grandi possibilità offerte dalle Dolomiti bellunesi».

La data dei funerali non è stata ancora fissata.

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