La sala polifunzionale intitolata a Tina Merlin

SAN GREGORIO NELLE ALPI. Presto la sala polifunzionale del museo delle Zoche e della tarsia sarà aperta al libero uso delle associazioni, e con un nome tutto nuovo: da venerdì si chiama sala “Tina Merlin”. In occasione dell'inaugurazione serale della mostra fotografica “Vajont, per non dimenticare”, lo spazio al piano terra del museo è stato intitolato alla giornalista e scrittrice bellunese, a cui tanti luoghi sono stati dedicati l'anno scorso durante il cinquantenario dalla tragedia del Vajont, ultimo fra questi il campus universitario di Feltre. E per non essere da meno e rispondere all'appello lanciato dall'ex sindaco di Longarone Roberto Padrin, anche il sindaco di San Gregorio, Nicola Vieceli, ha deciso di dedicare un posto dove si fa e si condivide cultura a una donna che ha fatto di una giusta causa una battaglia di vita a colpi di cronaca. All'inaugurazione hanno partecipato il figlio della Merlin, Toni Sirena, il sindaco Padrin e il vicepresidente della pro loco di Longarone Andrea De Cesero, che ha portato l'esperienza degli Informatori della memoria, un gruppo di volontari interno al sodalizio a disposizione delle comitive di turisti per andare a visitare i luoghi segnati dal disastro del '63. Dopo lo scoprimento della targa al cospetto di una quarantina di persone, tra cui c'erano anche molti giovani, è stato svelato un affresco realizzato da un operaio del comune sulla facciata esterna dell'edificio, con recante la dicitura “Sala polifunzionale Tina Merlin”. Al termine della cerimonia, bicchierata e buffet per tutti. (f.v.)
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