La polizia provinciale in sopralluogo sui campi danneggiati dai cinghiali
Belluno
Sopralluoghi della Polizia provinciale nelle zone maggiormente frequentate dai cinghiali. Il piano di eradicazione del cinghiale è sospeso in questo periodo di emergenza da coronavirus, ma la Provincia non dimentica le esigenze del mondo agricolo Per rispettare le restrizioni per il contenimento del coronavirus, è stato attivato un controllo puntiforme, secondo una procedura che limita l’intervento alla zona di danno effettivo.
«La Provincia di Belluno è sensibile alle richieste del mondo agricolo e intende tutelare le produzioni provinciali, tuttavia l’intervento generalizzato da parte dei controllori e le attività conseguenti possono andare in contrasto con i Decreti emessi a tutela della salute pubblica, bene di assoluta e primaria importanza», spiega il consigliere provinciale Franco De Bon. «Proprio per questo, per raccordare le richieste di limitazione dei danni causati dal cinghiale con le indifferibili esigenze di tutela della salute dei cittadini, abbiamo deciso di attivare il controllo della specie solamente nelle aree soggette a danno e da parte esclusiva del personale della Polizia Provinciale, in accordo con Regione e Prefettura».
La Provincia ha inviato una lettera a tutte le associazioni agricole, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, con l’invito a segnalare alla Polizia Provinciale ogni danno provocato dai cinghiali alle colture agricole: «Sarà cura dei nostri agenti attivare un sopralluogo preventivo di verifica del danno e la predisposizione delle eventuali attività di controllo conseguenti».
Il piano di controllo del cinghiale da parte degli operatori autorizzati riprenderà non appena saranno allentate le misure restrittive in vigore in queste settimane. «Siamo molto sensibili al tema, anche in difesa della biodiversità, non solamente delle attività agricole», conclude De Bon. «Intervenire è fondamentale: basti pensare che la fioritura dei narcisi a Pian Coltura quest’anno rischia di essere ridottissima a causa delle arature dei cinghiali». —
Alessia Forzin
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