La nuova caserma dei vigili del fuoco di Belluno sarà operativa entro pochi mesi

L’annuncio fatto dal comandante Bentivoglio durante la cerimonia di inaugurazione del monumento in via Col da Ren



L’ingresso ufficiale dei Vigili del fuoco di Belluno nella nuova caserma di via Col da Ren non ha ancora una data precisa, ma per il termine degli ultimi lavori e l’inizio del trasferimento di uomini e mezzi non ci sarebbe da aspettare ancora molto.

«Il nostro impegno è di riuscire a rendere operativa la nuova sede del comando entro la fine di quest’anno o, al massimo, entro l’inizio del 2020», ha spiegato il comandante dei Vigili del fuoco di Belluno, Girolamo Bentivoglio, durante la cerimonia di inaugurazione del monumento al corpo, che da ieri segna la via d’ingresso alla nuova struttura, «oggi celebriamo il passato, la nostra storia, ma anche il futuro, con la speranza concreta di poter dare a breve, dopo anni di attesa e ritardi per lo più burocratici, una giusta collocazione logistica al comando e poter disporre di strumenti sempre più avanzati per migliorare la nostra azione in difesa dei cittadini».

la nuova sede

La nuova sede del comando provinciale, infatti, offrirà ai Vigili del fuoco importanti migliorie sia logistiche, con ampie rimesse per i mezzi e accessi rapidi alle vie di comunicazione cittadine, ma anche legate alla formazione del personale, con spazi dedicati all’addestramento e una speciale area, denominata “campo macerie”, utile per apprendere i movimenti e le tecniche di soccorso di persone incastrate sotto edifici crollati o in altri punti particolarmente difficili da raggiungere. Resta però il problema dell’organico sottodimensionato, punto dolente che rispecchia un’identica situazione a livello nazionale: «I problemi di organico ci sono ovunque», continua Bentivoglio, «ma è forte la volontà, anche politica, di sanare la situazione al più presto».

IL RICORDO DI VAIA

Durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo monumento, realizzato dal vigile in servizio Dario Righes, è stato impossibile per le tante personalità intervenute non citare l’impegno dei Vigili del fuoco in occasione dei difficili giorni dell’alluvione e della tempesta Vaia.

«Lo scorso 29 ottobre, durante forse il periodo più pericoloso che molti di noi abbiano attraversato, abbiamo potuto apprezzare la bravura e la professionalità di questi uomini e queste donne eccezionali, che in quell’occasione si sono davvero superati», ha spiegato il sindaco Jacopo Massaro, «sono felice che i lavori alla caserma volgano finalmente al termine e spero che lo stesso senso di sicurezza e protezione che abbiamo avuto allora, possa tornarci alla mente ogni volta che passeremo davanti a questo monumento».

Sugli stessi toni le parole del prefetto di Belluno, Francesco Esposito, che ha ricordato l’ottima collaborazione vissuta con i Vigili del fuoco nella gestione della crisi del 29 ottobre.

«Come ribadito anche dai colleghi arrivati da ogni parte del mondo in occasione del primo raduno nazionale dei Vigili del fuoco di nove anni fa a Cortina, gli italiani sanno distinguersi sempre per la propria professionalità», ha inoltre sottolineato l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, «i Vigili del fuoco sono al centro del sistema di Protezione civile nazionale ed è anche per questo se la macchina dell’emergenza ha potuto funzionare così bene. Un ruolo apprezzato e citato anche dal presidente Mattarella durante la sua visita a Belluno».

UNA DATA SIMBOLO

Lo scoprimento del monumento è avvenuto all’interno dell’anno di celebrazioni per l’80esimo anniversario della fondazione del corpo nazionale dei Vigili del fuoco e, per di più, nell’indelebile data dell’11 settembre, che ha riportato alla mente dei tanti presenti anche i 343 Vigili di New York morti nel crollo delle torri gemelle.

«Da allora le nostre tecniche di intervento si sono evolute costantemente», ha spiegato il direttore interregionale dei Vigili del fuoco di Veneto e Trentino, Loris Munaro, «per questo è importante che Belluno, come anche gli altri capoluoghi del Veneto, abbia un centro organizzativo e formativo all’altezza delle nuove sfide che dobbiamo affrontare. In Veneto sono presenti tutti i fattori di rischio principali a livello naturale ed è quindi necessario poter contare sempre su strutture all’avanguardia, risorse adeguate e strumenti utili a portare avanti la nostra azione nel migliore dei modi».





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