La neve nicchia ma c’è il gelo, sulle piste da sci bellunesi tornano i cannoni

Le precipitazioni tanto attese hanno baciato più le prealpi che le Dolomiti. Impiantisti e albergatori vedono comunque rosa: «Arriviamo a fine stagione»
Fdm
01/12/2022 Cervinia, preparaziione della stagione sciistica, cannoni spara neve
01/12/2022 Cervinia, preparaziione della stagione sciistica, cannoni spara neve

Cinque cm di neve, o poco più, sulle Prealpi, zero sulle Dolomiti, anche se ieri pomeriggio qualche spruzzo è arrivato sul Col Margherita, sopra il passo San Pellegrino, e sul passo Pordoi. «Siamo delusi? In parte sì, perché speravamo in qualche apporto, secondo le previsioni, ma non ci scoraggiamo – ammette Cristian Moretti, direttore di Alleghe Funivie – perché avremo tre notti di freddo intenso e potremo “sparare” tanto quanto basta per arrivare a fine stagione».

I cannoni, dunque, si sono rimesse in attività dopo un mese abbondante di fermo. Dall’Ista di Cortina, Sonia Menardi conferma anche lei la delusione per le previsioni saltate, ma, assicurando che le piste sono ancora in piena efficienza, garantisce che diventeranno “perfette” con tre notti di neve programmata. «Non so se arriveremo fino ad aprile. Lo speriamo, comunque tentiamo». Dal Col Margherita Renzo Minella, direttore marketing, si dice più che soddisfatto. «In questo preciso momento – ci raccontava ieri verso le 15 – sta nevischiando, quindi qui in rifugio si incrociano le dita. Questa notte e le prossime spareremo, ma gli esperti assicurano che dal 10 marzo potrebbero tornare le precipitazioni, anche abbondanti». La risposta dei turisti? «Più che positiva», conferma Minella; «il bel tempo di carnevale ha richiamato anche molti stranieri».

Dal Civetta Moretti conferma. «I pendolari, quindi gli italiani, sono un po’in calo, ma l’afflusso di stranieri è stato quasi sorprendente. Da quelli dei paesi dell’Est agli americani, canadesi, francesi, inglesi». Stefano Pirro, presidente degli albergatori di Cortina, non è un ottimista ad oltranza, ma si dice anche lui soddisfatto: continuano al meglio le settimane bianche. Sul passo Pordoi ieri mattina Osvaldo Finazzer, titolare di due alberghi, si è alzato ed ha misurato la temperatura esterna –15. I cannoni, dunque, già in funzione? «Quali cannoni? Qui le piste sono perfette. Gli sparaneve mobili li abbiamo già tolti. Le temperature servono per mantenere il fondopista al meglio». Gli stranieri delle settimane banche cominciano progressivamente a calare, ma in misura nient’affatto problematica. «Intanto arrivano le prenotazioni per l’estate, copiose, ma – puntualizza Finazzer – noi albergatori abbiamo qualche difficoltà a fissare i nuovi prezzi».

Intanto, dall’altra parte della provincia, sul Col Visentin, sopra il Nevegal, «ci godiamo la spruzzata appena arrivata» informa Denis Bellotti, gestore del rifugio. «Solo 5 cm, purtroppo, ma quanto basta per lo scenario. Le raffiche di vento hanno tenuto lontano gli escursionisti. Quelli arrivati hanno potuto godere una vista magnifica perfino su Venezia, la laguna. Certo, camminare a meno 7 non era facile, perché si è gelata la neve bagnata arrivata in precedenza». Imbiancato l’altopiano del Cansiglio, con i ristorati pieni. Il ritorno della neve ha riportato qualche scialpinista anche sul monte Grappa; attenzionato, comunque, il sacrario perché non venisse violato da qualche slittino, come accaduto dopo le nevicate dell’inverno scorso. Il vento delle Prealpi non ha investito le Dolomiti, dove nessun impianto è stato costretto ad interrompere il servizio. Altra domenica di sci e, ieri pomeriggio, la solita, lunga coda al rientro, prima di Longarone, ma soprattutto dopo, in direzione dell’ingresso in autostrada.

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