«La frana del Tessina è ferma»

Chies. Il sindaco Dal Borgo cerca intanto una soluzione per la strada (chiusa) tra San Martino e Funes

CHIES D’ALPAGO. «Sembra essersi stabilizzato il movimento della frana del Tessina». Così il sindaco Dal Borgo a proprosito del movimento che circa due settimane fa ha fatto scivolare di almeno un centinaio di metri verso valle la strada di collegamento tra le frazioni di San Martino e Funes. Un fenomeno non nuovo, verificatosi l’ultima volta alcuni anni fa, e la cui causa è dovuta con ogni probabilità alla grande quantità di pioggia caduta. «Quest’anno il dato è raddoppiato passando da 1,4 metri (media storica dal 1950, ndr) a 2,8 metri», conferma il sindaco Gianluca Dal Borgo; al quale non è rimasto altra scelta che emanare un’ordinanaza di chiusura del collegamento tra i due paesi alti del suo Comune. Una tendenza che sta diventando una costante e che preoccupa un territorio idrogeologicamente fragile e vigilato speciale anche a livello europeo. La frana del Tessina, la più grande dell’arco alpino (presenta un corpo di frana spesso più di 100 m), risale al 1960 ed è composta nella sua parte superiore (950 m) soprattutto da argilla, marne e arenarie (flysch), che quando piove vengono “sciolti” dall’acqua creando un effetto betoniera che fa scivolare a valle il materiale lungo il largo colatoio.

Sopralluogo a Torres, frana anche la strada da Funes a San Martino
La frana sulla strada di Torres (foto Vigili del fuoco)

«Quando questo arriva all’accumulo fangoso inferiore, a circa 200 metri dalla strada, la spinge di sotto», spiega il sindaco. L’ultimo grosso movimento della frana del Tessina è avvenuto nel 1992, e l’anno successivo è stato avviato il progetto della grande galleria drenante del monte Teverone a 1100 metri di altitudine in Val di Funes (conclusa nel 1997). Oggi quell’opera, oltre che risultare fondamentale nella gestione del rischio, permette grazie a due centraline idroelettriche realizzate in una valle laterale sul torrente Funesia (su cui viene convogliata l’acqua drenata in galleria), un significativo guadagno per il Comune di Chies. La prima, quella del monte Teverone, è stata inaugurata 11 anni fa, la seconda lo scorso anno in località Stracadon. La galleria, scavata per 1244 metri nel cuore della montagna, capta provvidenzialmente 4 miliardi di litri d’acqua all’anno, che equivalgono al consumo medio annuo di 126.000 utenze (due terzi del Bellunese). «Non è tutta l’acqua che si precipita giù dalla montagna, ma il suo seppure parziale drenaggio che consente di preservare i paesi intorno a questa zona. Senza questo sistema è probabile che sarebbero già finiti di sotto», fa presente Dal Borgo, «e, in quanto al ripristino del collegamento tra San Martino e Funes, quando gli organi competenti certificheranno che la frana si è fermata, verrà rifatto il tracciato, probabilmente usando dello stabilizzato, per ricollegare le due frazioni alte».

Ezio Franceschini

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