«La crisi del fagiolo è di tutti»

La presidente dei produttori di gialet chiede uno sforzo comune
- Si allunga la lista dei prodotti tipici bellunesi riconosciuti nella lista ministeriale: tra gli altri sono entrati il fagiolo gialet, il kodinzon e altri ARBOIT A PAGINA 3
- Si allunga la lista dei prodotti tipici bellunesi riconosciuti nella lista ministeriale: tra gli altri sono entrati il fagiolo gialet, il kodinzon e altri ARBOIT A PAGINA 3

VALBELLUNA. La crisi del fagiolo investe anche i coltivatori della Valbelluna che registrano perdite dell'ordine del 70-100% del raccolto. Ed è per questo che la presidente Laura Solinas invita tutti i coltivatori a fare squadra indipendentemente dall’entità della coltivazione, per fare fronte comune all'emergenza e trovare una soluzione insieme.

«Come rappresentante dei produttori di fagiolo gialet della Valbelluna - presidio Slow food, ci tengo a far presente che il problema è di tutti i fagioli. Oltre alle ottime cultivar di Lamon ci sono diverse altre varietà di assoluto pregio, in fase di riscoperta e moltiplicazione, che proprio per l'esiguità delle coltivazioni rischiano di scomparire. Alcune hanno rilievo internazionale come i gialet, anche grazie al riconoscimento come presidio Slow Food; il Bonel è stato recentemente riconosciuto "a rischio di erosione genetica" dalla Regione; i bala rossa hanno appassionati estimatori non solo in valle; altre ancora sono ecotipi localissimi, rari e di antica tradizione, realmente a rischio di estinzione».

Solinas precisa che «il fatturato che generano questi produttori è piccolo, anche se alcuni pur avendo puntato su questa coltura si trovano con perdite molto elevate. Il fattore di leva come supporto al territorio è elevato, soprattutto il turista si aspetta già di trovare specialità non reperibili altrove, e non fargliele trovare farebbe perdere molto più dell'investimento necessario a tamponare la situazione ora, e soprattutto a elaborare un piano per uscirne, e proteggersi meglio dai cambiamenti climatici che iniziano a colpire anche qui».

La presidente dell'Associazione sottolinea che «serve un supporto tecnico per elaborare azioni di supporto al comparto efficaci e mirate, e uno politico per sostenere anche economicamente questo sforzo, che riteniamo sia da considerare un investimento i cui effetti verranno goduti da tutto il territorio. Il nostro è un settore di nicchia che però dà visibilità al territorio. Servono scelte a tutto tondo e robuste». (p.d.a.)

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