Incendio distrugge il tetto di due caseggiati

OSPITALE
Brucia il tetto di due case, nella notte, a Ospitale. Non ci sono feriti, ma danni per decine di migliaia di euro. Una stima precisa non è ancora stata fatta, ad ogni modo tra oggi e domani in via Roma arriverà la polizia giudiziaria dei vigili del fuoco, anche per stabilire con la necessaria certezza le cause del rogo. Secondo una prima ricostruzione, ci sarebbe stato un corto circuito, in un magazzino accanto all’abitazione di Enzo Zanvettor, ex dipendente comunale in pensione, che tempo fa guidava gli scuolabus. L’altra ipotesi è il surriscaldamento di una canna fumaria, ma almeno per il momento trova meno conferme. Se non altro perché non si vedono camini.
Il fuoco si è sprigionato alle 3.38 da questo deposito ed è stata una donna dalla voce spaventatissima e concitata a telefonare al 115 del vigili del fuoco. Nel più breve tempo possibile sono arrivate squadre di effettivi dal Comando di Belluno e dal distaccamento di Piave di Cadore, oltre che di volontari da Valle di Cadore e Longarone con tre autopompe, due autobotti, un’autoscala e un carro per un totale di sedici uomini. Nel frattempo, le fiamme si erano propagate all’edificio vicino, che sta alle spalle del bar Sport e di fronte al vecchio municipio. I pompieri si sono trovati a dover combattere con fiamme alte dei metri sulla copertura e hanno lavorato fino alle 8 per circoscrivere l’incendio, evitando che si propagasse al altre case e spegnerlo il più possibile.
In un secondo momento, sono stati sostituiti dai colleghi del turno successivo, che si sono dedicati soprattutto allo smassamento e alla bonifica dell’intera copertura, operazione che è andata avanti fino a mezzogiorno e mezzo, quando l’intera zona è stata perimetrata con la fettuccia bicolore bianca e rossa. Il tetto è andato completamente distrutto e, per il momento, è stato sostituito con dei teli di nylon, in attesa di essere ripristinato da una ditta specializzata. Due appartamenti risultano inagibili, ma al momento non erano abitati. Sono di proprietà di paesani, che abitano ormai da diversi anni a Milano e tornano in paese soltanto a trascorrere i periodi di vacanza. Naturalmente sono stati avvertiti e, in queste ore, potrebbero essere a Ospitale a rendersi conto di quello che è successo e anche di quello che bisognerà fare.
Grande spavento, intanto, a Ospitale. Il paese è stato svegliato dall’accorrere di un gran numero di vigili del fuoco, ma anche dei carabinieri della stazione di Val di Zoldo, che stanno partecipando alle indagini sulle cause dell’incendio. L’ipotesi più accreditata rimane quella del corto circuito, meno probabile la canna fumaria. Urgente anche una prima valutazione dei danni, che sono notevoli, tra il fuoco e tutta l’acqua che c’è voluta per spegnerlo. —
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