Imprese a caccia di personale, esperti digitali i più ricercati

Silvia Fausti, area manager di Injob, fa l’analisi della situazione provinciale. «Mercato del lavoro rovesciato: sono i dipendenti a sceglie l’impresa»
Paola Dall’anese
Silvia Fausti, responsabile Injob di Belluno, Treviso e Padova
Silvia Fausti, responsabile Injob di Belluno, Treviso e Padova

Nonostante la crisi, il mercato del lavoro di Belluno ha aperto bene il 2023 e le imprese locali hanno fame di lavoratori. Anzi la provincia dolomitica è al 10° posto per numero di occupati in Italia per numero di popolazione. Le figure più richieste, secondo quanto ci dice, Silvia Fausti, area manager per le province di Treviso, Padova e Belluno di inJob, l’agenzia di selezione del personale che fa parte di WGroup, che vuole aiutare le persone a realizzare le proprie aspirazioni attraverso il lavoro e mettere in relazione le esigenze delle imprese con i candidati .

Le figure richieste

«Abbiamo grande richiesta in provincia di Belluno di profili legati all’informativa e al mondo digitale, ma anche figure legate alla logistica e al magazzino per cui comunque è richiesta la conoscenza dell’uso del computer», precisa Fausti che aggiunge: «Queste sono le figure richieste, senza considerare le offerte che arrivano dal mondo dell’occhialeria sempre così attivo in provincia di Belluno e ora che si avvicina la stagione turistica estiva si cercano anche figure legate al turismo. A queste professionalità si aggiungono le cosiddette figure evergreen vale a dire manutentori elettrici e meccanici che sono sempre più difficili da trovare».

Le criticità

Ma l’area manager di Injob evidenzia che trovare personale nel Bellunese diventa più difficile che in altre province perchè «il servizio di trasporto non copre tutti gli orari e tutto il territorio, c’è poi lo spopolamento e la richiesta di alloggi non trova appagamento nell’offerta. Ci sarebbero persone che dal sud Italia sarebbero disposte a venire a lavorare qui tra le Dolomiti ma gli alloggi non ci sono o sono cari».

Imprese a servizio dei lavoratori

Ma c’è un altro aspetto che Fausti evidenzia ed è quello legato al fatto che «sempre più oggi sono i lavoratori a scegliere l’impresa e non viceversa. E questo perché alcune figure professionali sono talmente richieste che quando vanno in una azienda per un colloquio, questa deve essere veloce a dare una risposta perché se esita un po’ rischia di non trovare più il lavoratore disponibile. Sono tante, infatti, le richieste che arrivano ad un lavoratore che può scegliere dove ha maggiori benefit, welfare, orario flessibile, possibilità di fare lo smart working, e tutto quello che serve per conciliare la vita privata col lavoro», ci tiene a precisare la manager di Injob che aggiunge: «Per questo dobbiamo educare le imprese ad essere veloci il più possibile nelle risposte a chi viene per un colloquio, il che significa rispondere entro un giorno o anche meno. Altrimenti rischiano di lasciarsi sfuggire il professionista». E per trattenere lavoratori preparati, secondo Fausti, bisognerebbe agire sulla leva economica, offrendo stipendi più alti.

La formazione

Anche Injob, che a Belluno ha una sede sopra il negozio Stimm in piazza dei Martiri dal giugno 2022, sta cercando di modificare la propria attività puntando sulla formazione.

«Stiamo lavorando per riuscire ad organizzare dei corsi di formazione all’interno delle aziende, settore entro cui possiamo muoverci. Oggi sempre di più è importante la formazione continua che può portare il lavoratore anche ad aspirare a posizioni più elevate e meglio pagate».

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