Impazzano a Cortina le Fat Bike di “Mover”

CORTINA. Il 2016 sarà l’anno della consacrazione del fenomeno Fat Bike, mountain bike con ruote più larghe e sicure rispetto a quelle classiche, che permettono un regolare utilizzo anche su fondi impervi come la neve. Un prodotto importato dagli Stati Uniti, che in Italia si sta affermando vertiginosamente in questi mesi dopo un primo e fortunato approccio riscontrato durante lo scorso inverno.
E Cortina si candida a diventare presto la capitale invernale della Fat Bike grazie al progetto firmato da Mover, che di recente ha acquistato sei mezzi tra i più moderni ed al top di gamma presenti sul mercato, tutti con pedalata assistita che rappresenta il vero segreto di un successo annunciato. «Le fat bike con pedalata assistita sono un prodotto principalmente ludico piuttosto che sportivo», spiega Francesco Gorghetto, responsabile del progetto fat bike di Mover Cortina, «è un giocattolone riservato principalmente ai turisti che cercano, durante le vacanze in montagna, un diversivo alle più tradizionali attività legate allo sci. La pedalata assistita permette a tutti di poter coprire un percorso tra i boschi e sulla neve senza fare alcuna fatica, sia in salita che in discesa. Non serve infatti essere atleti per potersi divertire su una fat bike».
Progetto che ha portato alla realizzazione di cinque itinerari sul territorio di Cortina che spaziano dalle Cinque Torri all’area tra Mietres e Guargnè all'ombra del Cristallo. «Abbiamo predisposto anche un servizio di trasporto, che permette ai clienti di spostarsi sulle montagne confinanti di Alta Badia o Val Pusteria», continua il veneziano Gorghetto, «gli itinerari variano a seconda del tempo a disposizione e quasi tutti comprendono una pausa pranzo nei rifugi in quota. La pedalata assistita, infatti, permette di coprire dislivelli anche di centinaia di metri agilmente. Stesso discorso vale per le salite con pendenze importanti».
Le fat bike acquistate da Mover Cortina sono firmate dall’azienda Fantic e vantano ruote da 4,8 pollici per un costo che sfiora i 4 mila euro. «Scegliendo questo tipo di attività il turista può scoprire i luoghi più nascosti e meno conosciuti delle Dolomiti. Avere poi una guida a disposizione aiuta a sapere qualcosa in più del territorio circostante. Si tratta di un progetto unico nel suo genere che rappresenta la grande novità tra le attività invernali di montagna e che, nel caso di Cortina, già lo scorso anno ha fatto registrare numeri importanti».
La mancanza di neve di questi giorni non sembra frenare la voglia di fat bike dei turisti presenti a Cortina: «Abbiamo tante prenotazioni per i prossimi giorni, anche se è sulla neve che le fat bike danno il meglio di loro, regalando grandi emozioni», svela Gorghetto che chiude annunciando: «Per l’estate puntiamo a realizzare a Cortina una scuola di mountain bike riservata ai più piccoli».
Gianluca De Rosa
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