Il sottufficiale dell’Arma farà appello
PONTE NELLE ALPI. Un testimone potrebbe aver detto bugie. Il Tribunale ha trasmesso gli atti alla procura per C.B., una delle persone a conoscenza dell’operazione antidroga che stava per scattare al bar Cooperativa di Polpet. Era stato il procuratore Pavone a fare questa richiesta e, nelle prossime ore, valuterà l’eventuale falsa testimonianza.
È già sicuro, invece, che l’avvocato Guidoni del foro di Roma ricorrerà alla Corte d’Appello di Venezia, dopo aver chiesto l’assoluzione in primo grado, perché il fatto non sussiste o non costituisce reato. Obiettivo: ottenere uno sconto oppure avere completa soddisfazione. A suo avviso l’accusa è molto debole. Non si vede perché rischiare di far saltare un blitz, dopo averlo caldeggiato e organizzato, solo per fare un favore a un ragazzo, pur conoscendone la madre. Secondo la difesa non ci sarebbe alcun movente. Per contro, le indagini dei carabinieri erano partite dal maresciallo Urbani, che aveva raccolto le confidenze della figlia della sua compagna. Non è emerso che ci fosse dell’astio tra Urbani e Restuccia. Non c’erano conti in sospeso tra i due.
Durante la sua deposizione, l’imputato ha giustificato le parole a Casagrande con il tentativo di depistare una talpa, che si sarebbe annidata all’interno del Comando provinciale dei carabinieri. Ieri mattina il capitano Di Iorio ha dichiarato di non essersi mai sentito dire dell’esistenza di questa presunta talpa. (g.s.)
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