«Il prolungamento dell’A27 avrebbe pesato sui cittadini»

CALALZO DI CADORE. I 21 chilometri della discordia. Anche se il no giunto dal parlamento europeo ha di fatto chiuso la questione, in Cadore l'eco delle polemiche legate al prolungamento dell'autostr...

CALALZO DI CADORE. I 21 chilometri della discordia. Anche se il no giunto dal parlamento europeo ha di fatto chiuso la questione, in Cadore l'eco delle polemiche legate al prolungamento dell'autostrada A27 non accenna a diminuire. Diverse le prese di posizione che si sono succedute, sia a favore che (soprattutto) contro l'opera. L'ultima in ordine di tempo arriva dal Movimento 5 Stelle, che aggiunge sale alla vicenda offrendo una serie di numeri: «Il no definitivo dell'Europa rappresenta la conseguenza più logica. Perché per aggiungere 21 chilometri al tratto autostradale esistente sarebbero serviti un miliardo e 250 milioni di euro», commenta il referente M5S cadorino Adriano Marengon, «ma visto che oggi un investimento di tale portata non è più sostenibile, lo stesso sarebbe ricaduto in toto sulle tasche dei cittadini, andando a pesare sui bilanci degli enti territoriali per i prossimi quarant'anni».

La disamina pentastellata prosegue snocciolando ulteriori dati: «Questo nessuno lo ha mai detto, ma l'opera presentava una serie di possibili obblighi come l'usufrutto forzato dell'autostrada da parte dei non residenti, il possibile rallentamento del traffico con divieto di superare i 30 chilometri orari sulla statale, nessuna opera di consistente manutenzione delle strade già esistenti per i prossimi anni. Inoltre, in caso di mancato adempimento dei patti vincolanti da parte delle istituzioni, ci sarebbe stata una penale i cui costi sarebbero ricaduti sui cittadini sotto forma di tasse. Infine il discorso del pedaggio, che in media sarebbe costato 6 euro per un'auto e 23 euro per un mezzo pesante, il tutto per percorrere appena 21 chilometri di strada».

Sulle opzioni alternative i Cinque Stelle non hanno alcun dubbio: «Basterebbe migliorare le strade esistenti, ma al tempo stesso puntare con decisione sull'anello ferroviario delle Dolomiti, che avrà il compito di realizzare un ponte sostenibile con Venezia, incentivando lo spostamento del 10% dei turisti che affolla la Laguna ogni anno e che equivale a due milioni di persone».

Gianluca De Rosa

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