Il nuovo Miravalle ha vinto la sfida: è partito il rilancio del borgo di Stabie

Ristorazione, un’azienda agricola e venti camere da letto. Il progetto di tre giovani ha raccolto il primo riconoscimento

STABIE. Un sogno cullato per sette anni è divenuto realtà in cinque mesi. Il successo, per il ristorante Miravalle, non è tardato ad arrivare. Il 31 maggio scorso l’inaugurazione, pochi giorni fa l’affermazione nel concorso gastronomico abbinato alla sagra della zucca di Caorera, appuntamento tradizionale dell’autunno bellunese giunto alla venticinquesima edizione.

Primo premio grazie ad un piatto che già spopola sulle alture di Lentiai: crema di zucca, spuma di puzzone, castagna noisette e speck d’anatra affumicato. Concorrenza, seppur agguerrita, sbaragliata: merito del giovane chef Leonardo Bottega che insieme agli amici, prima di tutto, Marco Casagrande e Riccardo Bello ha deciso di lanciarsi in un’avventura che va ben oltre l’aspetto enogastronomico ma anche imprenditoriale. Perché, oggi più di ieri, il ristorante Miravalle ha ridato vita al borgo di Stabie, divenendo un punto di riferimento e aggregazione per la piccola comunità che conta appena 85 residenti, un tempo meta vacanziera preferita dei veneziani che durante la stagione estiva ne riempivano case ed alberghi.

Stabie, un tempo, aveva due alberghi, sempre pieni da giugno a settembre. Tempi che furono ma che, grazie al rilancio del Miravalle, stanno piano piano tornando in auge: «Abbiamo inaugurato il 31 maggio», racconta Marco Casagrande, «a metà luglio avevamo già le prime camere occupate. Il Miravalle è soprattutto ristorante ma abbiamo anche venti camere da letto».

Non solo ristorazione nel progetto di rilancio del borgo da parte dei “tre moschettieri”. Abbinata all’attività ricettiva c’è un’azienda agricola, denominata Saettà, che fa capo allo stesso Casagrande e che concentra le proprie attenzioni su fragole e lamponi. «Mi sono innamorato di questo posto grazie a mio nonno che qui aveva una casa per le vacanze».

È impegnatissimo Marco, capofila di un progetto che parte da lontano e che, cammin facendo, ha coinvolto gli amici di sempre Leonardo Bottega, che ha assunto il ruolo di chef, e Riccardo Bello, che invece si occupa della gestione di sala. «Il bello di quanto è stato creato a Miravalle è che ognuno qui vuole offrire il proprio contributo alla causa», ha aggiunto proprio il giovane chef Leonardo Bottega, che dopo un lungo girovagare per l’Italia, toccando anche ristoranti stellati, ha trovato la migliore soluzione sulle alture di Stabie di Lentiai.

«Il punto di aggregazione vale per i clienti ma anche per chi qui ci lavora. Abbiamo tanti ragazzi del posto che vengono periodicamente a darci una mano per la gestione delle sale che, fortunatamente, si presentano sempre piene. Siamo tutti molto felici di ciò che in poco tempo siamo riusciti a realizzare. La clientela apprezza non solo i nostri piatti ma anche la nostra mission. La fiducia che ripongono in noi è sicuramente motivo di orgoglio e soddisfazione, lo stesso che ci spinge a guardare avanti con l’intento di fare sempre meglio».

Per i tre moschettieri quella che un tempo era una passione alla fine è diventata un lavoro: «Ci consideriamo molto fortunati, soprattutto perché viviamo in un posto magnifico», concludono all’unisono. —


 

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