Il neo sindaco accolto da un applauso a Palazzo Rosso
Prade: «Sapevo di vincere, non pensavo così». «Subito, senza ballottaggio, perché la voglia di novità ha fatto la differenza»
BELLUNO. Antonio Prade attende i risultati delle urne nel quartier generale di via Zuppani. Col passare del tempo il sogno di diventare sindaco senza dover ricorrere al ballottaggio si trasforma in realtà. Alle 18.15 si siede davanti al computer. I dati parlano chiaro: Maria Cristina Zoleo è sconfitta. Alle 18.20, insieme a Franco Gidoni, si incammina verso palazzo Rosso. «Saluti sindaco», dice il gestore del bar L’Aquila. Prade risponde al saluto con un sorriso. Attraversa la piazza, passa sotto Porta Dante e si ritrova davanti al municipio. Un lungo applauso lo accoglie. Abbracci e strette di mano si sprecano.
Allora sindaco, una vittoria che va al di là di ogni più rosea aspettativa...
«Pensavo di vincere, ma al ballottaggio».
A proposito di ballottaggio, si dice che avesse già fissato alcuni appuntamenti con personaggi di spicco della politica...
«Giovedì sarebbe stato qui il mio amico Formigoni: sono contento di non vederlo».
Il segreto della vittoria?
«Una campagna elettorale basata sui contenuti».
Quanto è contato il fatto che la Cdl si sia presentata unita a questo appuntamento elettorale?
«E’ stato importante, ma non determinante. Non dimenticherei, poi, il gran lavoro fatto dagli assessori uscenti. La città ha premiato anche il loro modo di agire».
Dall’altra parte della barricata la tensione era tangibile.
«Dei problemi del centrosinistra preferisco non parlare. L’unica cosa che ho sempre detto, è che loro avevano fatto un grave errore politico».
Quale?
«Si sono buttati a capofitto su un candidato forte, senza però supportarlo adeguatamente. Hanno trovato una persona che portava a casa centinaia di voti e si sono adagiati. Basta, però, parlare degli errori del centrosinistra. Loro hanno delle intelligenze molto forti di cui la città ha bisogno».
Belluno è un caso locale o in questa vittoria ha influito anche la politica nazionale?
«Non so in che percentuale, ma il malcontento contro Prodi ha influito. E poi», sorride Prade, «sfido chiunque a trovare un cittadino neutrale soddisfatto di questo governo».
Paniz ha sempre creduto in lei. Ha imposto il suo nome ai vertici del partito e ai molti alleati che non la consideravano un candidato forte...
«In me non credevano i professionisti della politica, ma poi a fare la differenza è stata la voglia di novità, la voglia di avere facce nuove a Palazzo Rosso. A Paniz, comunque, va la mia riconoscenza».
Adesso cosa promettete ai bellunesi?
«Niente di diverso da ciò che abbiamo sempre promesso. Lavoreremo in continuità con la precedente amministrazione, cercando di portare quella ventata di novità in grado di fare il bene della città».
Quali saranno le prime due mosse da sindaco?
«Innanzi tutto dovrò nominare gli assessori. Per la seconda mossa ci sentiamo tra qualche giorno».
La nuova giunta cambierà radicalmente volto?
«Lavoreremo in continuità rispetto al governo uscente, ma dallo scorso anno sono cambiati alcuni equilibri. Dovremo tenerne conto».
A chi dedica la vittoria?
«A tutti quelli che hanno lavorato per me in modo indefesso negli ultimi 45 giorni».
Cinque anni da amministrare. Un duro lavoro...
«Ho già detto che se fra cinque anni non avremo realizzato un certo profilo di programma me ne andrò a casa».
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