Il mulino di S. Libera cambia volto

SANTA GIUSTINA. L’aspetto esterno del mulino di Santa Libera ha subito importanti cambiamenti negli ultimi mesi. Ancora i lavori non sono completi, perché agli interventi esterni dovrà corrispondere, alla fine, anche il completamento delle parti interne della struttura, ma quelli realizzati sono già molto importanti.
Già arrivando da Salzan si nota l’edificio costruito sul retro della fila di case che si chiude con il mulino: ospita uno spogliatoio e i bagni, entrambi necessari per poter utilizzare il mulino anche per macinare del grano a uso alimentare, una funzionalità molto richiesta oggi sia da chi punta a coltivazioni biologiche che dai piccoli produttori, quelli che producono pochi quintali di grano per il proprio uso famigliare.
Gli stessi utilizzatori che avevano tenuto attivo fino agli anni 80 il mulino stesso, allora di proprietà della famiglia Zanandrea. Con la sua chiusura, la struttura è stata rilevata dal comune, recuperata nel 2004 per tornare ad essere un mulino prima di tutto a scopo didattico ma anche pienamente funzionante e in grado di garantire ancora la sua funzione. L’accesso al mulino può avvenire ora da nord, con dei percorsi attrezzati dal parcheggio in prossimità della ferrovia che alleggeriscono il transito nella corte. Dalla struttura dei bagni si attraversa la roggia su un ponte, per poi scendere costeggiando le ruote, il motore del mulino. Queste oggi sono coperte, riparate dalle intemperie che le stavano rapidamente danneggiando, e sono diventate tre: la nuova ruota, più piccola delle altre, è stata inserita dove c’era storicamente, ed è destinata a servire degli altri attrezzi di supporto alla macinatura. Questa attrezzatura verrà installata in primavera, perché il suo recupero ha richiesto un po’ più tempo: si tratta di un “battitore” composto di una sequenza di martelletti e di un setaccio per dividere la farina dalla crusca. Già si vedono gli ingranaggi che andranno ad alimentare questi attrezzi, e anche uno strumento per sgranare le pannocchie. Gli interventi, coperti in buona parte da finanziamenti del Gal Prealpi, fanno parte del progetto di valorizzazione delle rogge del Comune, lo stesso con cui la scorsa primavera sono state realizzate le passerelle nel percorso che da Velos sale fino all’ostello. Il mulino è aperto al pubblico ogni prima domenica del mese dalle 14 alle 17. Contattando la cooperativa Mazarol, che lo gestisce, sono possibili visite per gruppi e scuole negli altri giorni. Lo scorso anno lo hanno visitato oltre 2.000 persone.
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