Il Maserot ha tre proprietari, la Regione vuole regolarizzare

Terreno demaniale, stabile della Provincia e macchinari di Dolomiti Ambiente. Strada e costi di ripristino mai considerati, tutto da sistemare prima della vendita
Irene Aliprandi
Il biodigestore del Maserot
Il biodigestore del Maserot

C’è un problema di proprietà nella vendita di Dolomiti Ambiente. La questione era emersa almeno in parte già in fase di due diligence, circa tre anni fa, quando i tecnici rilevarono l’anomalia del complesso del Maserot, cui si aggiunge quella della discarica di Prà de Anta. Secondo la ricostruzione dei tecnici, il Maserot di Santa Giustina ha tre proprietari: il terreno è del Demanio gestito dalla Regione Veneto, gli immobili sono dell’ente Provincia e i macchinari sono di Dolomiti Ambiente. Tra la Provincia e la Regione esiste una vecchia convenzione, ma proprio in vista della vendita della società Palazzo Piloni ha presentato istanza di voltura della concessione, peraltro scaduta da tempo, in capo a Dolomiti Ambiente. La Regione a fine aprile ha risposto ricordando i termini di legge di tali tipologie di concessioni, a partire dal fatto che c’è l’obbligo di demolizione dei manufatti con ripristino dei luoghi dopo la cessazione della convenzione. Questo ovviamente non pregiudica la voltura a favore della società e quindi del soggetto che la comprerà, ma è necessario fare un passaggio che finora non era mai stato fatto: costituire un deposito cauzionale a garanzia dell’obbligo di ripristino dei luoghi. Ora la Regione Veneto chiede che questo passaggio venga fatto mediante la presentazione di una polizza fideiussoria ma anche di un piano di messa in ripristino.

Inoltre va ricalcolato il valore della concessione del terreno sul quale è stato costruito il Maserot e che ha una superficie superiore ai 60 mila metri quadrati. Il conto è presto fatto perché si basa su canoni demaniali prestabiliti e ammonta a poco meno di 31 mila euro all’anno. Ma c’è un altro problema: la strada di accesso al Maserot, che è lunga circa 1,2 chilometri, insiste in parte in area demaniale ma su quella non esistono convezioni, è come se non esistesse e non è mai stato pagato un canone. Alla Regione il dettaglio non è sfuggito e ha comunicato alla Provincia la necessità che venga presentata tutta la documentazione tecnica relativa alla strada, con lo scopo di stendere una convenzione apposita che regolarizzi gli arretrati e a quel punto verrà definito anche il relativo canone.

In parallelo, tra Provincia e Dolomiti Ambiente non c’è una convenzione per l’utilizzo degli immobili del Maserot e questo è un problema. Palazzo Piloni lo ha rilevato proprio in seguito alla due diligence e ha chiesto alla società gli affitti arretrati di dieci anni, che si aggirano sui 570 mila euro. Soldi che finora non sono stati versati. Infine c’è il problema di Prà de Anta: la discarica gestita da Dolomiti Ambiente, infatti, è realizzata su terreno di proprietà del Comune di Ponte nelle Alpi e anche questo nodo va sciolto prima della vendita della società.

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