Il ladino nel menù delle scuole

COMELICO SUPERIORE. A lezione di ladino nella scuola dell'infanzia e in quella primaria di Comelico Superiore. Possibilmente dal prossimo anno scolastico. Sta verificando questa opportunità l'Istituto Comprensivo di Santo Stefano e il Comune di Comelico Superiore si è messo a disposizione per supportare i costi.
«E' già operativo un gruppo di lavoro», fa sapere il sindaco Marco Staunovo Polacco, «e ci auguriamo che per il mese di settembre si possa partire. La dirigente scolastica del Comprensivo ha dato tutta la sua disponibilità e la nostra amministrazione ritiene che l'appoggio sia doveroso». In questo comune il ladino viene parlato correntemente, alla pari dell'italiano; taluni lo considerano un dialetto, altri una vera e propria lingua, fra l'altro tutelata dalla legge 482.
«Il Gruppo Ricerche Culturali, attivo da metà degli anni '80, ha svolto un'opera meritoria», sottolinea Alessandro Zandonella Maiucco, consigliere comunale ed operatore culturale, «di riscoperta e di valorizzazione, sia della parlata, ma soprattutto della sua origine, della storia. Per significare quanto, in questa parte del Comelico sia importante il ladino, basta ricordare che nel 2007 è stato pubblicato un dizionario dal Gruppo culturale, articolato per argomenti, in modo da offrire l'opportunità dello studio della lingua in stretta relazione col vissuto quotidiano. E questo perché», sottolinea Zandonella, «la lingua è qualcosa di vivo, non elemento da museo».
Le lezioni di ladino saranno tenute nell'ambito dell'orario scolastico, quindi sostanzialmente in regime di obbligatorietà, da parte di esperti del posto che si offrono come docenti.
«Non si tratterà, insomma, di rientri pomeridiani, facoltativi, che risulterebbero, alla fin fine, poco utili», precisa Zandonella. La cultura ladina in Comelico Superiore può contare anche su quella miniera di informazioni, soprattutto di storia, che il museo etnografico Algudnei di Dosoledo, che di fatto si presenta come il laboratorio della cultura ladina in questa parte del Comelico.
«Siamo fieri di questa nostra cultura», sottolineano, all'unisono, il sindaco ed il consigliere, «perché esprime tutta la nostra identità, che è un valore anche in relazione al futuro. Lo certifica, ad esempio, quanto avviene nella vicina Costalta».
Francesco Dal Mas
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