Il formaggio di Valmorel nell’elenco del ministero

Limana, primo passo per il riconoscimento della tipicità della produzione Soddisfatti l’assessore Piol e il segretario della latteria turnaria Venturin
Limana, 27 maggio 2008. L'itinerario buzzati. La Val Morel - Una veduta di Valmorel Sabato si fa festa
Limana, 27 maggio 2008. L'itinerario buzzati. La Val Morel - Una veduta di Valmorel Sabato si fa festa

LIMANA. Il valore del formaggio prodotto alla latteria sociale e turnaria di Valmorel è stato riconosciuto a livello nazionale. È infatti entrato nella 13ª revisione dell’Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del ministero delle Politiche agricole, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 25 giugno.

«Si tratta del primo passaggio a livello regionale e nazionale per ottenere il riconoscimento della tipicità del prodotto, legato anche ai suoi metodi di lavorazione», spiega l’assessore all’agricoltura Roberto Piol, che assieme al segretario della latteria Sergio Venturin aveva inoltrato la domanda alla Regione, che a sua volta l’ha trasmessa al ministero. L’elenco comprende infatti le produzioni con carattere di tipicità ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo secondo regole tradizionali.

Quello di Valmorel è un formaggio a pasta semidura, prodotto in diverse stagionature con la tipica lavorazione di “latte crudo”, tramandata di generazione in generazione dai soci, assieme alle conoscenze e ai metodi sviluppati dai maestri casari sin dalla nascita della latteria nel 1939. L’attività di raccolta e trasformazione collettiva prosegue oggi, grazie alle sei aziende agricole che continuano a conferire il latte per la sua trasformazione in formaggio e burro.

«Era giusto che dopo tanti anni di attività venisse riconosciuto il valore di questo prodotto e della latteria, una realtà di montagna piccola ma molto attiva», commenta Piol. «I soci vanno premiati per la passione e l’impegno con cui da sempre lavorano il prodotto, ma anche per l’attenzione verso il nostro territorio e per il ruolo sociale e storico della latteria». Con la sua posizione centrale in piazza è diventata un simbolo e un punto di aggregazione, anche grazie alle tante attività culturali promosse al centro Vejò, al piano superiore.

L’importanza dal punto di vista sociale è sottolineata dal segretario Venturin. «La latteria ha sempre rappresentato un punto di incontro, promuovendo la mutualità e la collaborazione tra i soci, che vengono coinvolti in tutta la filiera», conferma, ricordando le difficoltà. «Come tutte le piccole realtà, oggi anche l’attività della latteria è a rischio, a causa delle regole di mercato e della burocrazia con cui si misura ogni giorno, nonostante tutti concordino sulla sua importanza», continua, condividendo il ringraziamento dell’assessore ai tanti soci che negli anni hanno contribuito all’attività e alle aziende che permettono di mantenerla viva oggi.

In particolare, figure storiche come Renato De March, presidente per 35 anni prima del recente passaggio di consegne a Jonny Sommacal, e Giuseppe Venturin, casaro da oltre trent’anni.

Elisa Di Benedetto

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