Il dramma del ’66 in un filmato
AGORDO. «Rimasi colpito dalla laboriosità e dall’ingegnosità di quella gente che tra Frassené e Voltago costruirono ponti con schianti e tronchi di alberi».
A questa e a tanta altra gente gli agordini di oggi devono essere riconoscenti. Nessuno si è seduto o commiserato dopo il 4 novembre ’66. Deve, però, essere ugualmente grata a chi in quei giorni impresse su pellicola la pioggia che cadeva, i torrenti straripati, le strade mangiate dalla forza dell’acqua, gli alberi sradicati e quelle persone che si davamo da fare per rimettere in sesto il meglio e il prima possibile.
Nel 1966 i mezzi tecnici erano limitati. Italo Schena e Giuseppe Lise erano fra i fortunati a potersi permettere una cinepresa 8 millimetri, l’unica in grado al tempo di filmare immagini in movimento.
Con quella, incosapevoli, consegnarono agli agordini e non solo uno dei pochi documenti video di quello che, a ragione, è considerato una sorta di anno zero della storia locale. Un documento video che anche in questi giorni a ridosso dell’anniversario dell’alluvione è stato richiestissimo.
«La mattina del 4 novembre - ricorda Italo Schena, ancor oggi appassionato cinereporter della vita sociale di Agordo - mi sono alzato e mi sono recato al municipio perché da lì si doveva partire per andare ai Castèi per l’inaugurazione della lapide per i 100 anni dell’annessione dell’Agordino all’Italia. Volevo riprendere l’evento». «Arrivato sul piazzale del municipio - continua - non ho trovato nessuno. Non avevo capito cos’era successo e cosa poteva succedere. Andai sul Rova e feci qualche ripresa della zona dal finestrino dell’auto o da sotto l’ombrello».
Solo nel pomeriggio, quando se ne va la corrente elettrica, i telefoni non funzionano più e l’acqua non è più potabile, Schena capisce che sta accadendo qualcosa di preoccupante. «La mattina dopo - ricorda - con la mia cinepresa ho girato per Agordo e ho maturato la consapevolezza che stavo riprendendo qualcosa di eccezionale».
Nel pomeriggio si sposta a La Valle e Taibon, poi la domenica salirà a Cencenighe a piedi (da Listolade la strada era bloccata). Il lunedì toccherà a Gosaldo, Frassené e Voltago. Nel frattempo Giuseppe Lise filmerà la fine di California. Tutto questo materiale è stato raccolto prima in una videocassetta poi in un dvd che dal 1996 continua ad essere proiettato e richiesto. Non c’è l’audio, ma Schena ricorda le parole della gente. «Mentre lavorava - conclude - la gente si chiedeva se tutto sarebbe finito là. Chi poteva saperlo?». (g.san.)
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