Il dottore non fa più paura: l’orso Balù aiuta i bambini

Bilancio positivo per il progetto che il Rotary club porta avanti in Pediatria Gli scolari sconfiggono il timore imparando a conoscere l’ambiente ospedaliero 



. È l’ospedale dove i bambini non hanno paura del dottore, il Santa Maria del Prato. Il tutto grazie a un progetto per aiutare i più piccoli ad affrontare cure e ricoveri che viene portato avanti con l’aiuto del Rotary club da un anno a questa parte.

Si chiama “Con Balù in pediatria, la paura scappa via”, già proposto ai bambini di cinque anni e a quelli delle elementari dell’istituto comprensivo di Feltre, il progetto che il sodalizio presieduto da Niccolò Doglioni continuerà a sostenere per il futuro.

Gli alunni sono accolti in Pediatria nella sezione scuola, dove sono ricoverati i piccoli pazienti che frequentano le lezioni, e imparano a conoscere e riconoscere gli “strumenti del dottore”, grazie a un puzzle e a un memory di 36 tessere per ricordarne il nome.

L’altr sera all’incontro Rotary al quale era presente anche la dirigente dell’istituto comprensivo Lorella Lazzaretti, l’insegnante Tiziana Zaetta ha spiegato le fasi del progetto coordinato dalla docente, con la collaborazione della pediatra Valeria Caddia e dell’infermiera Sonia Mares, che finora ha coinvolto nella visita a Balù cinque scuole materne e alcune classi delle elementari.

Dopo aver preso confidenza e acquisito dimestichezza in classe con i giochi predisposti (il puzzle e il memory), gli alunni, accompagnati dalle insegnanti, giungono in reparto a conoscere l’orsetto Balù. Che gioca e scherza con i bambini (con la voce della maestra Zaetta) ma che deve essere visitato con il fonendoscopio. A quel punto, nell’efficace drammatizzazione, l’indicazione del dottore è quella del ricovero. All’orsetto viene messo un aghetto batterfly, piccolo piccolo e indolore, e deve fare anche una punturina.

I bimbi assistono alla visita e stanno tutti intorno all’amico di peluche, dimostrando empatia ma anche la consapevolezza che Balù è in buone mani e non sente male.

La suddivisione delle attività prima a scuola, in una realtà ludica conosciuta, e poi in reparto, a contatto con il reale ambiente ospedaliero, ha permesso ai bambini un graduale e sereno approccio al contesto medico.

«L’utilizzo dell’orsetto quale oggetto transazionale animato», ha raccontato la maestra Zaetta, «e le spiegazioni della dottoressa Valeria Caddia e dell’infermiera Mares che con amore e disinvoltura hanno mostrato come avviene una visita in ospedale, hanno reso la simulazione del ricovero ospedaliero un’esperienza che si rivelerà senz’altro utile in caso di necessità».

La finalità del progetto è quella di far superare la paura dell’ambiente ospedaliero ai bambini e, sia l’équipe medico-sanitaria che le insegnanti che hanno dimostrato alto gradimento per l’iniziativa, auspicanoche questa proposta didattica venga riproposta. Il Rotary, tramite il presidente Doglioni, ha confermato l’intenzione di sostenere il progetto anche per il 2020. —



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