Il dolore degli amici di Mery Masocco: «Era la nostra forza e il nostro motore»

Un progetto condiviso con i sodali di quartiere: quello di vincere il Palio. Sono innumerevoli i contributi al ricordo di Mariacristina Masocco, scomparsa domenica a causa di una caduta sulle Vette. «Mariacristina era un motore trainante, non era mai stanca, aveva tanta di quella energia da lasciarci stupiti ogni giorno», dice l’amico stretto Samuele Spada che non trattiene le lacrime.
«Sarebbe diventata presidente di Port’Oria e su questo non c’erano dubbi all’interno di una squadra tanto affiatata quanto motivata che Mery con il suo entusiasmo aveva contribuito a creare. Era instancabile», sottolinea Spada, «ci si chiedeva spesso dove trovasse tutta quella forza, quando si metteva anche a fare la documentazione per il quartiere che è un lavoro propedeutico impegnativo. Era sempre pronta a creare le occasioni di incontro fra amici anche al di fuori del Palio, se c’era da organizzare qualcosa anche di goliardico lei era in prima fila, trainava gli altri al punto che se per qualche motivo non poteva essere presente fra noi, ci sia accorgeva eccome che mancava. Era di quelle persone che non sono mai ferme, che mettono a frutto tante cose in una sola giornata. Non si tirava indietro nelle uscite, delle volte si faceva notte fonda. E lei dopo pochissime ore di sonno, era pronta per andare in montagna. Noi siamo stravolti, non ci rendiamo ancora conto che non ci sia più, fatichiamo a lasciarla andare proprio perché era la nostra forza. Mariacristina è stata parte importante anche di altri ambiti sui quali gravitava, dagli Scout al Giro delle Mura. La sua assenza si farà sentire in città».

Sgomento e incredulità sono i sentimenti che dominano nel gruppo Scout di cui Mariacristina, al seguito di papà Narciso e mamma Angela, faceva parte dalla più tenera età. Aveva appena terminato il percorso di formazione per diventare capo, ma era già coordinatrice “di branca” come si dice in gergo Scout, per la provincia di Belluno. «Non ho ancora realizzato che non la vedrò più», dice il capogruppo Tommaso Manzoni. «Mery era parte di noi da quando aveva otto anni, da quando cioè è entrata nei lupetti. Negli anni ha intrapreso il percorso dal Branco al Reparto fino al Clan della comunità capi. Da qualche tempo aveva ripreso il ruolo di capo del branco dei lupetti e con i bambini ci ha messo tutto l’impegno e tutta l’anima. Per essere così giovane, dimostrava talento, autorevolezza e piena attitudine. Siamo tutti devastati».
« Non ci sono parole di fronte a disgrazie come questa», dice don Giancarlo Gasperin, assistente Scout che con Mariacristina ha lavorato nel gruppo fino a poco tempo fa. «La reazione che potremmo avere è quella di cogliere il messaggio, quasi iconico, che suggerisce Mariacristina agli amici e a tutti, ossia di lottare per fare grandi cose nella vita. Forse non è un caso che la morte la abbia colta quando era in montagna, mentre stava salendo in alto con la sua energia e la sua vitalità».
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