Il Comune è in prima linea per la difesa del torrente Grisol
Longarone. Stanziati 5 mila euro a sostegno della causa contro la centralina della Elettroconsult Entro fine anno la sentenza della Cassazione: il comitato attende tra speranze e preoccupazioni

LONGARONE. Attesa per la sentenza definitiva sullo sfruttamento idroelettrico della valle del Grisol. Anche il Comune, con una recente delibera, accompagnata da apposita variazione di bilancio, è sceso in campo stanziando 5 mila euro come sostegno alle spese per la procedura legale (10 mila euro) contro la costruzione di centraline idroelettriche nella valle immersa nel Parco.
La scorsa estate tre sigle ambientaliste (Wwf, Comitato Bellunese Acqua Bene Comune e Mountain Wilderness) hanno presentato un contro-ricorso in Corte di Cassazione contro la ditta milanese Elettroconsult, che vuole costruire una centralina idroelettrica sul torrente Maè. Nei mesi si erano sollevati anche diversi comitati di cittadini come gli Amici della Valle del Grisol e altre associazioni, come Cai e Bacino di Pesca Maè Piave, contrari all’opera definita di fortissimo impatto ambientale per l’ecosistema.
«Siamo in attesa tra speranza e timore della sentenza della Cassazione che darà il responso definitivo», spiega il referente degli Amici del Grisol, Piergiacomo De Cesero. «Entro quest’anno dovremmo sapere se la nostra valle sarà preservata oppure se sarà rilasciata la concessione alla costruzione di un impianto lungo ben tre chilometri. Il torrente Grisol è uno dei pochi corsi d’acqua italiani incontaminati. Come associazione abbiamo più di cento soci da tutta Italia: chi vede il Grisol ne rimane estasiato e ogni anno arrivano sempre più turisti».
«Qualche anno fa», continua De Cesero, «per il primo ricorso abbiamo speso 10 mila euro di tasca nostra come cittadini e associazioni. Anche stavolta i costi sono simili, ma per fortuna abbiamo il forte sostegno economico de Comune. Questo è l’ultimo strumento a nostra disposizione per tutelare il nostro ambiente. A mio avviso Longarone con il Vajont ha già dato e siamo preoccupati che si possa dare il via libera a una speculazione che poterà solo danni al territorio».
«Il nostro consiglio comunale», scrivono dalla giunta di Longarone, «ha già espresso all’unanimità la sua contrarietà alla realizzazione di ulteriori impianti idroelettrici sul Maè e i suoi affluenti nella forma di concessione di derivazione idraulica. Per questo il Comune, nell’interesse dalla collettività e della preservazione ambientale del territorio, si è impegnato a sostenere ogni attività e azione per opporsi alla loro realizzazione. Valutata la richiesta del Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, in rappresentanza anche di altre sigle, abbiamo quindi ritenuto che la stessa possa essere accolta quale sostegno concreto all’azione di tutela del territorio».
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