Ignoti strappano il vessilo di Port’Oriai quartieri restano divisi sui veterinari

FELTRE. Nemmeno lo sgarbo del furto dello stendardo dal pennone di piazza Maggiore ha tolto il buon umore ai contradaioli di Port’Oria che domenica hanno festeggiato fino a notte fonda ad Anzù e ieri hanno potuto gustarsi un successo ottenuto sul filo di lana ai danni del Castello.


 Ma alla fine di settimane di polemiche e attesa il Palio di Feltre esce rafforzato nell’immagine, premiato da un’affluenza mai così elevata. Un successo da dividere tra tutte le componenti, compresi i quartieri sconfitti sul campo e dimezzati dalla commissione veterinaria.


 
La parola ai vincitori.
Port’Oria ha vinto e il successo non è casuale. Competitiva in tutte le prove, addirittura imbattibile nel tiro con l’arco. Neanche la sparizione dello stendardo dal pennone di piazza Maggiore ha tolto il buon umore ai contradaioli gialloneri: «Domenica sera», dice Alfonso Sampieri, «è stato fatto l’avvicendamento con lo stendardo del Castello. Era tutto a posto. Nella notte qualcuno ha reciso il cavo e portato via il nostro vessillo. Dal Comune ci hanno assicurato che rimetteranno a posto le cose».

 Una grande festa ad Anzù ha chiuso una domenica memorabile: «E’ arrivata tantissima gente. C’è stato il pasta party con birra Pedavena. Devo ringraziare gli atleti, soprattutto quelli locali. E’ una politica che sta pagando, una politica vincente. Ci spiace se due quartieri non hanno potuto gareggiare al meglio nella prova dei cavalli, ma sono certo della loro buona fede».


 
Le scuse del Castello.
La scelta del Leone di gareggiare cinque contro quattro nella tirata contro Duomo ha scatenato i fischi delle tifoserie: «Mi sono già scusato con il maestro di campo del Duomo», afferma il presidente del Castello, Luca Zatta, «e ora mi scuso pubblicamente. E’ stata una scelta che personalmente non avrei fatto, ma in quel momento ero al telefono con uno dei fantini. Mi è stato riferito che i nostri tiratori stranieri hanno insistito per gareggiare uno in più in quanto sapevano che poi ci sarebbe stato lo spareggio e c’era ancora da faticare. Quando mi sono accorto della cosa era troppo tardi».


 
Cavalli sicuri, anche troppo.
Le visite effettuate dai cinque veterinari della commissione hanno ristretto il numero dei cavalli partenti. Decisione accettata da tutti i quartieri, anche se Zatta resta scettico: «La commissione era composta da cinque veterinari, di cui un esperto di cavalli, un altro con discrete conoscenze e tre che trattano i cavalli solo saltuariamente. Ebbene, proprio quei tre volevano dettare le regole. So», aggiunge Cassol, «che il cavallo scartato del Duomo gareggerà in altre competizioni. Io stesso ho dovuto cambiare quattro cavalli negli ultimi dieci giorni. Forse c’è stato un eccesso di zelo o più semplicemente i veterinari volevano pararsi le spalle».


 
La sportività di Santo Stefano e Duomo.
Hanno gareggiato la domenica garantendo uno spettacolo pieno. Il presidente di Santo Stefano, Enrico Pradel, spiega perché il quartiere ha voluto esserci: «Per rispetto dei nostri atleti che tanto si sono allenati, per gli organizzatori e per il pubblico. Certo, l’esclusione di un nostro cavallo è stata dura da digerire, i contradaioli avevano il morale sotto i tacchi. Ma era giusto esserci. Anche perché i tiratori alla fune hanno fatto un’ottima figura. Se Castello non avesse vinto la prima tirata usando la pece non so come sarebbe andata a finire».

 Fatica a digerire la sconfitta anche la presidente del Duomo, Chiara Mattiello: «Ma non potevamo non esserci. Per rispetto di tutti quelli che si impegnano. Da tre anni guido il quartiere, non abbiamo mai vinto il drappo, ma sono felice che tanta gente resti unita attorno ai nostri colori. Per noi è un successo. Quanto ai cavalli fatico a capire perché un cavallo che non può correre la domenica, può correre il lunedì. Qualcosa sulla commissione veterinaria va rivista».


 
Per tutti vince il Palio.
I quattro quartieri sono d’accorso. Mai così tanta gente nell’arco delle tre giornate. La formula funziona. Le cene hanno fatto il tutto esaurito, lo spettacolo del sabato sera è stato splendido e la domenica è stata un successo. «Forse», dice Pradel, «le polemiche hanno finito per creare interesse e curiosità. In ogni caso Pra’ del Moro era strapieno. Siamo tutti felici di questo».
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