I Stua a 55 anni dall’alluvione Un docufilm riporta in luce le antiche attività artigianali

Rivive nel video la storia dell’osteria Paganin, dei molini e delle officine Stasera la proiezione davanti ai ruderi del locale gestito dai Paganin 
Gianluca Da Poian

L’evento

Luce a I Stua, a 55 anni dall’alluvione che nel 1966 cambiò per sempre la storia della Valle del Mis e delle numerose persone che ci vivevano.

Merito della Pro loco “Monti del Sole” di Sospirolo, che in collaborazione con la Pro loco di Gosaldo farà rivivere l’antica osteria de I Stua, situata dal punto di vista geografico proprio nel comune agordino.

Stasera alle 20. 45 è stata organizzata infatti la proiezione del docufilm “Acqua viva. La forza del Mis, l’ingegno degli uomini”, presentato per la prima volta un anno fa in modalità online e realizzato sotto la direzione artistica di Lorenzo Cassol.

È dedicato agli artigiani e alle imprese sorte sulle rive del torrente Mis e dei suoi affluenti, così da poter sfruttare la forza motrice delle sue acque.

L’edificio che ospitava l’osteria è ormai un rudere, ma rappresenta ancora oggi uno dei più evidenti segni dell’insediamento umano nella località.

«L’osteria era gestita dalla famiglia Paganin», ricorda Francesco Bacchetti, anima della Pro loco di Sospirolo. «I Stua ha visto l’abbandono proprio dopo l’alluvione, a causa dell’interruzione della strada ricostruita poi trenta anni dopo».

Naturalmente la proiezione sarà organizzata all’esterno dell’antica osteria, a distanza di sicurezza dalla pericolante struttura rimasta comunque in piedi nel corso degli anni. Un bel segnale di rinascita e volto alla valorizzazione di un luogo storico della provincia di Belluno.

«Grazie ad un generatore si riaccenderanno le luci», annuncia con soddisfazione Marco Cassol, tra i promotori dell’iniziativa. «All’epoca vi erano fabbri e mulini ad I Stua, e questi mestieri verranno raccontati nel docufilm. Invitiamo chiunque voglia a presenziare».

Il film documentario, patrocinato dal Comune di Sospirolo, racconta una storia che parte di lontano, prende slancio tra Otto e Novecento e si conclude poco dopo la metà del secolo sulla spinta delle trasformazioni socio-economiche innescate dalla ricostruzione post-bellica e dallo sviluppo dell’industria idroelettrica seguendo il corso del torrente. Partendo proprio dal territorio di Gosaldo a I Stua e arrivando, attraverso la Valle del Mis, a Sospirolo fino a Piz Camolino. Una storia appassionante, ad oggi studiata solo in parte, quella degli opifici sul Mis. Si immagini una rete di “levade” e “roie” che convogliano l’acqua verso centraline, molini, segherie, falegnamerie, officine fabbrili.

Ruote, magli, mole, macine, seghe in movimento per macinare il granoturco, tagliare assi e travi, fabbricare carri, serramenti, mobili, forgiare attrezzi da lavoro, componenti metalliche, organi meccanici anche di grande complessità.

Sarà presentato anche il dvd che raccoglie anche contenuti extra: il diario delle riprese, l’intervista (2003) al fabbro di Piz Alvio Brancaleone e “Storie di Piz” tratte dal bollettino parrocchiale di Gron. Verrà inoltre una proposta una intervista a Luigi Case legata proprio alle attività del territorio di Gosaldo. L’evento si terrà solo con condizioni meteo favorevoli. —



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