I migranti parlano: uno ammette lo spaccio
FELTRE. Uno a Baldenich, l’altro a Treviso. L’importante è che, durante le indagini, i due migranti del Gambia arrestati al Boscariz per detenzione e spaccio di sostanze di stupefacenti, non si vedano e di conseguenza non si parlino. Nemmeno durante l’ora d’aria. Gli interrogatori di garanzia si sono svolti nel fine settimana e, almeno quello detenuto al Santa Bona non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha risposto in inglese alle poche domande che gli sono state poste, assistito dall’avvocato Riccitiello, ammettendo parzialmente i fatti che gli sono stati contestati. L’arresto è stato convalidato e l’uomo rimane in carcere: il suo difensore ha in mente un ricorso al tribunale del Riesame, per ottenere la scarcerazione e una misura cautelare diversa.
La cooperativa Dumia di Feltre, che lo ospitava insieme a altri migranti e richiedenti asilo, non se lo riprenderà indietro e allora, eventualmente, bisognerà trovare un altro ruolo adeguato. Nel frattempo, probabile che sarà sentito anche a Belluno, per cercare di capire un po’ meglio la situazione. Nulla si sa dell’altro arrestato, se non che rimane a sua volta dentro. Il connazionale che è stato solo denunciato a piede libero, sta aspettando che il giudice per le indagini preliminari sciolga la riserva sulla richiesta presentata dall’avvocato Rui di non essere più sottoposto all’obbligo di firma. Ha detto di non sapere cosa contenesse l’involucro che gli avevano consegnato di altri e pagato sette euro da una quarta persona.
Gigi Sosso
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