I manager hanno paura del futuro, il 61% dei dirigenti è preoccupato
Sondaggio di Federmanager Belluno-Treviso tra i suoi 1.200 soci. Se ne parlerà al convegno annuale dell’associazione il 27 maggio

Cresce la paura del futuro nei manager bellunesi.
Gli ultimi tre anni difficili e di tensione, con pandemia, conflitto ucraino-russo e aumento dei costi energetici, influenzano ancora fortemente la visione dei dirigenti d’azienda verso il breve periodo. Secondo un sondaggio realizzato tra i propri associati da Federmanager Treviso e Belluno, associazione che comprende oltre 1.200 dirigenti d’azienda delle province trevigiane e bellunese, il 40,7% ha dichiarato che il timore per il futuro è cresciuto “abbastanza”, mentre per il 20,9% “è rimasto uguale”.
Le prospettive economiche per il 2023 sono di stabilità per il 46,2% e di crescita moderata per 33%. Tra i rischi aziendali più temuti prevalgono i cambiamenti nello scenario macro-economico (64%), i cambiamenti nel mercato di competenza come l’entrata di nuovi concorrenti o prossime fluttuazioni (42,2%) e i rischi politici in genere (41,1%).
Uno scenario sicuramente non tranquillizzante, che l’associazione sindacale sta monitorando e al quale dedicherà anche il prossimo convegno annuale. «Dopo questi tre anni – spiega la presidente di Federmanager Treviso e Belluno, Alessandra Duprè – in cui abbiamo dovuto convivere con pandemia, guerra, rincari energetici, trasformazioni digitali, permane nei manager il timore di affrontare un domani ancora incerto e ricco di incognite. Per questo abbiamo deciso di dedicare a questi temi il convegno della nostra prossima assemblea, dando però un segnale di ottimismo e un invito ad andare oltre gli ostacoli che quotidianamente ci troviamo di fronte, perché è attraverso la forza delle idee che possiamo trovare la determinazione di affrontare ogni paura del domani».
Il Convegno, dal titolo “Il coraggio della paura. Superare le incognite del futuro con la forza delle idee”, è in programma il 27 maggio all’Auditorium Fondazione Cassamarca di Treviso. A discutere saranno chiamati sociologi, psicologi, motivatori e imprenditori.
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