I Dottor clown donano sorrisi ai pazienti degli ospedali

L’associazione conta 45 volontari in provincia di Belluno «La clown-terapia è parte integrante del processo di cura»

BELLUNO

Donatori di sorrisi. I Dottor Clown regalano una merce rara ai bambini, ma anche agli adulti, nei momenti di difficoltà durante i ricoveri ospedalieri. Un’attività fondamentale di questo gruppo di persone che fanno capo all’associazione Dottor Clown Belluno.

Il punto di partenza è la clown-terapia, come parte integrante del processo di cura della persona. Gli strumenti utilizzati sono l’allegria, l’umorismo, la positività e l’ascendente che il naso rosso può generare nei rapporti tra i clown e i pazienti.

La cosiddetta “terapia del sorriso” viene praticata principalmente nei reparti pediatrici ospedalieri. L’obiettivo non è solo quello di far ridere le persone, ma anche di stabilire una relazione che aiuti a ridurre il disagio e a gestire la sofferenza nei pazienti anziani, in quelli giovani e nei loro genitori. La clown-terapia, in questo contesto, è una risorsa importante poiché produce energia positiva che può cambiare le emozioni negative.



Molti dottor clown hanno una lunga esperienza nei reparti e prendono parte ai corsi obbligatori di formazione permanente e di aggiornamento. Ognuno di loro, prima di operare nei reparti, ha attraversato specifiche procedure di preparazione, al fine di poter interagire all’interno del complesso ambiente ospedaliero. Si deve saper lavorare in situazioni difficili e c’è bisogno di flessibilità e della rapidità di scegliere l’attività più adatta per intrattenere ogni persona che si incontra, bambino o adulto, in base alle circostanze e al loro umore. Gli strumenti utilizzati sono la micromagia, giochi, palloncini giocattolo, gag, piccoli schizzi e tanta improvvisazione. In questo modo si crea intimità con il paziente e si stabilisce una relazione giocosa e rilassata.



A Belluno l’associazione è presente con 45 volontari attivi e copre gli ospedali di Auronzo, Pieve di Cadore, Agordo, Belluno, Feltre e Lamon. L’attività si estende anche al centro disabili di Cusighe e in altre strutture come il centro diurno di Mel o altre case di riposo che ne fanno richiesta.



«Bisogna essere molto altruisti perché è molto impegnativo», spiega la presidente, Carmen Reduce. «Poi si deve essere delle persone eticamente corrette, oltre ad essere maggiorenni. Si fanno dei corsi obbligatori: si inizia con un “corso start” che è stanziale e dura tre giorni con inizio il venerdì sera e termine la domenica sera. Oltre a questo ne vengono fatti altri, in cui si tratta l’emotività della persona oppure l’attività di “clowneria” pura. Una volta terminato il corso base, il volontario segue un periodo di tirocinio di un anno in cui questi “tiro-clown” vanno in corsia, sempre affiancati da altri due volontari. Di fatto escono sempre in due».



Ogni dottor clown assume un nome d’arte, per esempio la stessa presidente è conosciuta come dottoressa Batù. Ma, chi sono i Dottor Clown a Belluno? «Le persone che scelgono di diventarlo svolgono nella vita qualsiasi professione. Infatti nella nostra associazione ci sono insegnanti, operai, impiegati ed altre professioni».

«Copriamo tutti i reparti dove veniamo richiesti», continua la Reduce. «C’è la nostra disponibilità ad andare in qualsiasi unità operativa e ci interfacciamo con le persone che lo gradiscono perché non imponiamo mai la nostra presenza. Abbiamo grandissimi riscontri sia nella fascia dei fanciulli che nella fasce più avanti con l’età. In alcune lungo-degenze, come ad Agordo e ad Auronzo, ci aspettano come in pediatria. Al termine di ogni servizio viene fatto un briefing in cui ci si mette in cerchio e si dà vita ad un momento di condivisione delle emozioni vissute durante la serata».



L’associazione porta avanti anche delle attività al di fuori dell’ambiente ospedaliero: «Organizziamo delle vere e proprie missioni dove portiamo il nostro aiuto. Questa è la prima Pasqua in cui non ci muoviamo», aggiunge la presidente. «Lo scorso anno siamo stati in Brasile, l’anno prima in Palestina, siamo stati anche in Kenya. Per il primo maggio era prevista la partenza per il Perù ma la situazione contingente non ce lo permette. In ottobre, dovremmo partire per una missione a Petrosani in Romania affiancati dall’associazione Pollicino. Speriamo di poterci andare».



In questo periodo, nell’ambito di una collaborazione con altri sodalizi, l’associazione si è messa a disposizione per attività di volontariato, come l’effettuazione della spesa per le persone che non possono muovers di casa.

Chiunque fosse interessato a diventare Dottor Clown può scrivere a dottorclownbelluno@gmail.com indicando come oggetto “corso start”. Inoltre si può seguire l’operatività sulla pagina Facebook Dottor Clown Belluno. Infine, chi volesse destinare il 5 per mille a questa associazione può inserire nella denuncia dei redditi il codice 91013980254. –



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