«I Catini sono un paradiso Multe a chi fa il bagno ma solo a chi le merita»

La Forestale commenta le infrazioni date ai turisti «Quello è un posto da preservare per i nostri figli»
Alcuni turisti ieri sui Catini del Brenton e altri due che osservano il paesaggio A destra la passerella sulla Cascata della Soffia
Alcuni turisti ieri sui Catini del Brenton e altri due che osservano il paesaggio A destra la passerella sulla Cascata della Soffia
 
VALLE DEL MIS
. Un bagno da 50 euro. E' costato caro ad alcuni turisti fare il bagno ai Catini del Brenton, uno dei posti più suggestivi della Valle del Mis. L'ordinanza esiste da anni, ma ultimamente la sorveglianza della Forestale si è fatta molto più assidua.  Ma la sua funzione, come affermato dalla dirigente Marina Berto, è più di prevenzione che di repressione. Fare il bagno alle «vasche», così i Cadini in dialetto, era una consuetudine durata fino a una decina di anni fa, quando il Parco ha deciso di proteggere la zona. Da allora è stata recintata con dei parapetti in legno ed è stata proibita la balneazione.  «Posso capire che una volta il bagno si facesse, ma i catini del Brenton sono uno dei paradisi del Parco delle Dolomiti, la gente deve capire che è fuori luogo fare il bagno o sdraiarsi a prendere il sole in un posto così. E questo al di là dell'ordinanza. Dobbiamo essere più sensibili a questi problemi».  Ma quante contravvenzioni sono state fatte in estate?  «E' un numero che preferirei non dare. La Forestale non è un ente che ama le statistiche. Posso dire con certezza che siamo molto presenti e che avvisiamo i turisti prima di fare una sanzione. Se poi questi si comportano in maniera arrogante, allora direi che la sanzione è meritata. Un numero di multe può essere letto in molti modi da chi non sa quanto lavoro c'è dietro. Puoi fare molte multe facili, oppure farne poche educando la gente ad un nuovo tipo di comportamento all'interno del Parco. Ma quello che tengo a sottolineare è che la multa è solo l'ultimo passo, quello che non vorremmo fare. Con questo caldo, è normale che la gente voglia farci il bagno, ma appena sotto c'è l'alveo del torrente Mis, oppure del lago, dove non c'è nessun divieto».  Durante l'estate c'è stato un esempio significativo di questo ragionamento. Un gruppo di giovani che nel tardo pomeriggio si erano addirittura accesi un falò sui Catini.  «Chi ha preso il verbale in quel caso, direi che l'ha davvero meritato, anche perchè era stato avvisato e non ha ascoltato i consigli della Forestale. Si era creato un allarme incendio e per fortuna eravamo in zona».  Come lavora la Forestale in Valle del Mis?  «Mi piace pensare che abbia un ruolo educativo, oltre che di sorveglianza. Siamo all'interno di un Parco e vorrei che bellezze come i Catini del Brenton andassero preservate per i nostri figli. Farci il bagno, magari con dell'abbronzante, o prendere il sole con asciugamani e Coca Cola non è rispettoso per l'ambiente. E' come se andassimo in una grotta e toccassimo le stalattiti».

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