I cacciatori contro Svaluto «Poco corretto con noi»

Letto in assemblea il documento di sfiducia contro il referente della Provincia Il consigliere regionale Possamai: «I vostri comprensori resteranno invariati»
BELLUNO. Un confronto con gli associati, qualche novità e molte criticità. Oltre a un documento di sfiducia verso Pierluigi Svaluto Ferro, consigliere provinciale con delega alla caccia. Questo è quanto emerso durante l’assemblea dell’Associazione Cacciatori Bellunesi, riservata ai presidenti di riserva e ai delegati periferici.


Ha aperto i lavori il presidente dell’associazione Sandro Pelli, che durante il suo intervento, ha espresso le sue perplessità«sulla nascita di un altro gruppo, simile all’Associazione Cacciatori Bellunesi. «Iniziative come queste», ha sottolineato, «non portano da nessuna parte». A tal proposito Pelli ha invitato i giovani ad entrare nelle associazioni e ad attivarsi.


Dopo aver confermato l’incontro annuale con i responsabili di circolo e illustrate le varie attività (fra queste la redazione del giornalino e la creazione di gadget), Pelli ha poi ufficializzato una sorta di gemellaggio con l’Unione Cacciatori trentini, i cui iscritti vanno così ad incrementare nei numeri l’associazione bellunese. L’iniziativa è stata salutata da tutti i presenti con un applauso, molto gradito dai vertici dell’Unione Trentina presenti all’assemblea. «Questa iniziativa», ha detto il presidente dei cacciatori trentini, «è molto importante, in quanto ci permetterà di accedere a una polizza assicurativa molto valida, acquisire valore in ambito amministrativo e avere maggiore visibilità attraverso il giornalino».


Durante il dibattito, stimolato da un intervento del presidente della riserva di Lentiai, Damiano Bof, Pelli ha illustrato un documento di sfiducia verso il consigliere provinciale, con delega alla caccia Pierluigi Svaluto Ferro: «Il perché è presto spiegato», ha detto Pelli. «non ci è piaciuto il comportamento poco corretto tenuto da Svaluto Ferro ogni volta che si confronta con i vari rappresentanti del mondo venatorio». Tale documento è stato sottoscritto da tutte le associazioni venatorie bellunesi, dimostrando di essere in grado di operare tutte in sinergia dinnanzi a problemi comuni.


Spazio, poi, all’illustrazione della polizza assicurativa in merito alle varie coperture, per poi passare a esaminare la tutela legale offerta dall’associazione. Particolarmente interessante, la disamina dell’avvocato Silvia Zanella, che da due anni collabora con l’associazione. Il legale, dopo aver fatto alcune premesse di tipo normativo, ha spiegato quali sono i suoi ambiti di intervento con particolare riferimento alla fase stragiudiziale e ha precisato che il testo unico sulla sicurezza lascia molta discrezionalità alle questure nell’emissione dei provvedimenti, fornendo dei margini d’intervento da parte dei legali incaricati.


Sono stati analizzati inoltre l’ambito amministrativo, riguardante il verbale di accertamento, e la parte penale, riferita ai reati, approfondendo materie come il sequestro di armi e munizioni e la fase processuale che può terminare con la confisca.


Un altro intervento di rilevo della serata è stato quello del consigliere regionale Gianpiero Possamai: «Il piano faunistico», ha annunciato, «verrà esaminato dalla commissione caccia tra settembre e ottobre di quest’anno. L’assessore regionale Bottacin e il consigliere Gidoni hanno consegnato un documento in cui si chiede che la situazione dei vari comprensori bellunesi resti immutata e non si cambi nulla. Confermo anche che a Venezia si sta lavorando per ridare le deleghe in materia di caccia alla Provincia di Belluno».


Il presidente Pelli ha concluso ricordando che nel 2018, quando ricorrerà il trentennale dell’associazione, sarà rinnovato il consiglio direttivo: «A tal proposito rimarco l’esigenza di rinnovamento con l’apporto dei soci giovani. Per il trentennale, invece, verrà fatto un libro, come in occasione dei 25 anni».


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