Guide alpine: cresce l’offerta per l’estate anche col canyoning

CORTINA. Arrampicate, escursioni, vie in montagna, itinerari di alta quota con le bici, attività con i bambini, e, da quest'anno, anche il canyoning: l'offerta delle Guide Alpine di Cortina è sempre...

CORTINA. Arrampicate, escursioni, vie in montagna, itinerari di alta quota con le bici, attività con i bambini, e, da quest'anno, anche il canyoning: l'offerta delle Guide Alpine di Cortina è sempre più varia, e tutto è accompagnato da professionisti della sicurezza in montagna, con esperienza, competenza e conoscenza approfondita del territorio.

Luca Da Poz è guida alpina dal 1985, e dall'anno scorso è alla presidenza della storica associazione ampezzana, composta da 25 elementi, tra cui anche due donne; il gruppo più numeroso in Italia dopo quello di Courmayeur.

Un mestiere, quello della guida, storicamente legato al'esplorazione e alla conquista di nuove cime. Cos'è rimasto di quel mestiere oggi? Cosa significa fare la guida alpina adesso, alla luce di un livello dilettantistico in montagna sempre più elevato? Oggi è rimasta solo una parte di questo. «Il nostro mestiere è molto più vario: si va dai mini corsi roccia con i bambini, alle numerose attività in montagna con i turisti: escursioni, ferrate e, naturalmente, e vie in montagna, per far provare la sensazione, a chi non ha i mezzi, di scalare una montagna», dice Da Poz.

Accanto alla guida alpina a volte appaiono altre figure quali l’istruttore Cai, la guida di media montagna, la guida turistica o altre: cosa vi distingue da queste figure? Qual è la vostra specificità?

«La guida alpina è l'unico professionista della montagna. Per diventare guida alpina bisogna superare degli esami molto difficili e selettivi, di una durata completa di circa tre anni. I corsi spaziano su vari campi: roccia, misto, ghiaccio, sci d'alpinismo, meteorologia, medicina. Superati gli esami, si viene iscritti a un albo professionale regionale. Le altre figure hanno delle limitazioni: possono fare solo determinate cose, ad esempio, possono accompagnare la gente sui sentieri, ma fino ad una certa quota, non possono portare persone sulle ferrate o in alta montagna».

Cosa offrite al turista?

«Il programma è molto vario e ogni anno cerchiamo di portare qualche novità: quest'anno abbiamo introdotto le vie in montagna o le vie ferrate con il rientro in bici, laddove è possibile. La ferrata dello Sci 18, sul Faloria, è una di queste: si sale assicurati con la guida, la bici viene trasportata con la funivia, e poi si torna in bici. Sempre in bici, proponiamo i tour attraverso i rifugi di montagna. Per i più piccoli anche la scelta è varia: mini corsi roccia, gite, e da quest'anno collaboriamo con il Kinderheim Neve Sole di San Vito di Cadore per i bambini che vogliono entrare in contatto con la natura in modo semplice e divertente».

Cosa fa la guida alpina nel fuori stagione?

«Sistemiamo le ferrate e i sentieri, grazie ai contributi della Comunità Montana. Organizziamo anche escursioni e arrampicate fuori Cortina, dall'isola greca di Kalymnos alla sciata sull'Etna».

Come vivete questo periodo di crisi?

«La crisi si sente, per l'estate non riusciamo a fare alcuna previsione. Il nostro mestiere è comunque molto legato alle condizioni meteorologiche: l'inverno scorso, ad esempio, abbiamo lavorato poco, ma è stato un inverno anomalo, senza neve».

Cosa si può fare a Cortina per sopraffare alla crisi del turismo?

«Cortina Turismo sta tentando di fare promozione all'estero, mi sembra una giusta direzione. Dobbiamo sperare che questo lavoro di promozione vada in porto, anche se noi, comunque, per la metà lavoriamo con clienti italiani, e questi ultimi sono in calo».

Marina Menardi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi