Grones contro i sindaci «Sono solo derivazioni»

Agordino. Il consigliere provinciale replica ai colleghi: «Non abbiamo autorizzato le centraline». E al sindaco di Canale: «Notizia in Comune, non vi siete opposti»

AGORDINO. «Concessione a derivare non vuol dire concessione a costruire le centraline». A dirlo è il consigliere provinciale Leandro Grones all'indomani delle polemiche scaturite per le concessioni concesse dalla Provincia per derivare l'acqua in vari torrenti del Bellunese, quattro in Agordino (Cordevole, Sarzana, Ru de le Rosse, Liera).

«Non è stata rilasciata alcuna concessione per costruire centraline» dice Grones «si tratta, invero, di rilascio di concessione a derivare; la strada da percorrere da qui ad ottenere l'autorizzazione unica per poter realizzare l'impianto è lunga, piena di ostacoli e senza alcuna garanzia».

Grones ricorda come i procedimenti amministrativi relativi alle concessioni si sono accavallati nel tempo e che «sono gravati da un sistema di regole complesse che certo non si possono disattendere, avendo riguardo anche all'attività istruttoria che è già stata effettuata dalla Regione e che la Provincia ha solo concluso».

«Sono situazioni», precisa però Grones «che non comporteranno comunque alcun intervento in alveo e quindi alcun pregiudizio ambientale, poiché si tratta di derivazioni prive di autorizzazione unica e che dovranno essere obbligatoriamente sottoposte alla verifica di assoggettabilità ambientale. Tale esame potrà comportare una modifica della concessione o addirittura la revoca della concessione stessa ove la valutazione ambientale dovesse essere negativa. Peraltro, per i procedimenti non ancora così definiti, la Provincia ha provveduto subito a richiedere la nuova documentazione imposta per le nuove concessioni e a trasmettere gli atti in Regione per la valutazione dell'impatto ambientale».

Al consigliere provinciale agordino e sindaco di Livinallongo non è però piaciuta la presa di posizione dei propri colleghi sindaci che hanno lamentato il fatto di non essere stati avvisati del rilascio della concessione. In particolare non gli è andato giù l'attacco del sindaco di Canale, Rinaldo De Rocco. Questi aveva infatti protestato per aver saputo mercoledì da Facebook che la concessione sul Liera era stata data al privato e non al Comune che aveva presentato un progetto in concorrenza.

«Al Comune di Canale» ribatte Grones «è stata formalmente comunicata in data 29 gennaio 2015 la scelta effettuata dalla Commissione tecnica per le concorrenze che ha optato per il progetto presentato dalla Dolomiti Derivazioni srl, che aveva presentato domanda per prima. Inoltre s’era fatto presente che, avverso la decisione presa, sarebbe stato possibile far ricorso al Tribunale superiore delle acque pubbliche entro 60 giorni, fatto non avvenuto. Evidentemente il sindaco era o distratto o troppo impegnato a pensare alla Via Dei Papi».

La replica di Grones non finisce però qui. «Le dichiarazioni di De Rocco sono contraddittorie», attacca «da una parte invoca l'aiuto della Provincia per una boccata d'ossigeno, omettendo però di dirci con quale divino strumento legislativo ciò si possa concretizzare, mentre dall'altra dice che, se l'autorizzazione fosse stata assegnata al Comune, non avrebbe realizzato l'impianto, rinunciando così anche agli introiti. Quindi, il Comune avrebbe posto in essere la domanda in concorrenza, e tutta l'attività pubblica propedeutica, per non realizzare quanto richiesto? Credo che su tale comportamento la Corte dei Conti potrebbe avanzare rilievi».

Gianni Santomaso

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