Fusioni, «le ragioni sono solo politiche»

A Taibon vanno di scena le critiche di un gruppo di sindaci: «È tutto falso, non generano risparmi»

TAIBON. «I numeri dimostrano che le fusioni non generano risparmi, le ragioni sono politiche».

Se non sono espressamente contro hanno perlomeno dei forti dubbi sulle fusioni dei comuni. Sono quegli amministratori che lunedì nella palestra della scuola elementare di Taibon hanno dato vita a una densa serata (moderata da Ivan Perotto) nella quale, invitati dal sindaco locale, Silvia Tormen, hanno sostenuto le loro tesi con cifre e riflessioni.

Si tratta di Dario Scopel, sindaco di Seren Del Grappa, Nicola Vieceli, sindaco di San Gregorio nelle Alpi, e di Franca Biglia, presidente dell’Associazione nazionale dei piccoli comuni. Il sindaco di San Gregorio ha portato all’attenzione del pubblico, fra cui erano presenti fra gli altri vari sindaci e amministratori agordini e non, una serie di cifre.

«Abbiamo la necessità di ridurre i Comuni?», si è chiesto «se sì, in base a cosa? Ce lo chiede l’Europa?». Stando ai numeri non sembrerebbe. Vieceli ha infatti spiegato che in Italia ci sono 2396 comuni sopra i 5 mila abitanti, in Francia 1829, in Germania 2233. Quelli sotto i 5 mila abitanti in Italia sono 5651, in Francia 34750 e in Germania 9871. Quali differenze ci sono poi fra i comuni italiani, francesi e tedeschi? Quelli italiani sono in testa come popolazione media (7385 abitanti contro i 1720 della Francia e i 6620 della Germania), in fondo come numero di consiglieri comunali (10 contro i 27 della Francia e i 19 della Germania), in mezzo per la superficie (37 km quadrati contro i 18 della Francia e i 29 della Germania).

Vieceli ha poi ragionato dividendo i Comuni in fasce in base alla popolazione. «Stiamo parlando di ridurre attraverso le fusioni i 5651 Comuni che hanno meno di 5 mila abitanti», ha detto «questi hanno in totale 10 milioni di abitanti e una spesa pro capite di 636 euro. Il totale di tutte le loro spese correnti è di 6 miliardi e 500 euro, la superficie è di 163.603 chilometri quadrati. Rappresentano il 17% della popolazione nazionale, il 15% delle spese correnti, il 54% della superficie». «Ho fatto una proiezione», ha aggiunto «per capire cosa succederebbe se andassimo a raggruppare tutti i Comuni sopra i 5 mila abitanti: avremo una spesa pro capite di 540 euro, i Comuni passerebbero a 2 mila e avremo un risparmio sulle spese dei Comuni italiani di 985 milioni di euro pari al 2,38%». Per Vieceli gli enti che pesano di più sono altri, quelli con la popolazione sopra i 60 mila abitanti la cui spesa pro capite è di 958 euro e le cui incidenze sul totale sono queste: 29,98% di popolazione, 41,22% di spese, 6,25% di territorio. «Se suddividessimo questi Comuni», ha detto «in enti da 20 mila abitanti produrremo un risparmio di oltre 7 miliardi di euro, pari al 17,25%».

Per Vieceli, dunque, non sono e non saranno le fusioni a risolvere i problemi della montagna, lo spopolamento su tutti, bensì eventuali vere politiche per la montagna. Ma allora, questo il cuore dell’intervento di Franca Biglia, se la convenienza economica è minima rispetto a quella che si potrebbe ottenere intervenendo altrove, perché dall’alto si vogliono imporre le fusioni «con il ricatto» («la proposta di legge Lodolini dice che o le fai volontariamente o le impongo dall’alto senza gli incentivi»)?

«Se mettono tanti soldi per incentivarle», ha detto «l’interesse deve essere forte. Per me questo interesse è chiaro ed è politico. Dei piccoli Comuni, dei piccoli cittadini che popolano il territorio non interessa niente a nessuno. Quello che interessa ad ognuno è rafforzare il proprio potere politico attraverso un radicamento forte sul territorio e puntando alla riduzione della democrazia partecipata con la creazione di enti di secondo livello (ormai restano solo i Comuni e le Regioni di primo livello) e alla riduzione del numero dei Comuni. Il sindaco di un Comune grande o più grande è un sindaco non di lista civica, ma sindaco che risponde e che risponderà al partito che l’ha nominato».

Gianni Santomaso

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