Frana Sorapis, geologo: colpa delle oscillazioni temperature d’autunno

L’esperto Scarascia Mugnozza: «Crolli di questo tipo sono abbastanza normali sulle Dolomiti»
Una veduta panoramica sulle Tofane da Monte Cristallo, Dolomiti, Cortina D?Ampezzo (Belluno). L'agenzia del demanio mette nero su bianco la lista dei beni dei quali gli enti locali possono fare richiesta in base al federalismo demaniale. Si va dalle Tofane al Sorapis, dalla montagna dei 'Set Sass' Val Parola nel Col di Lana alla 'Croda del Becco' a Cortina, dall'Alpe Faloria alla Croda Rossa-Monte Cristallo sempre nelle vicinanze della valle Ampezzana. (Foto Rosanna Di Bartolomeo/DBA)
Una veduta panoramica sulle Tofane da Monte Cristallo, Dolomiti, Cortina D?Ampezzo (Belluno). L'agenzia del demanio mette nero su bianco la lista dei beni dei quali gli enti locali possono fare richiesta in base al federalismo demaniale. Si va dalle Tofane al Sorapis, dalla montagna dei 'Set Sass' Val Parola nel Col di Lana alla 'Croda del Becco' a Cortina, dall'Alpe Faloria alla Croda Rossa-Monte Cristallo sempre nelle vicinanze della valle Ampezzana. (Foto Rosanna Di Bartolomeo/DBA)

ROMA. È stato causato dalle oscillazioni della temperatura tipiche dell'autunno, il crollo della grande parete di roccia sul Sorapis. «Crolli di questo tipo sono abbastanza normali sulle Dolomiti», ha detto il geologo Ganriele Scarascia Mugnozza, dell'università Sapienza di Roma. I cambiamenti di temperatura che avvengono dal giorno alla notte fanno continuamente espandere e contrarre la roccia, fino a provocarne la rottura.

Anche per il geologo Antonio Brambati, dell'università di Trieste, «crolli di questo tipo non sono nuovi sulle Dolomiti, come testimoniano detriti di falda ai piedi delle pareti rocciose». Tra le possibili cause potrebbero esserci micro-terremoti, ma alla sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) non risultano eventi sismici nella zona avvenuti nelle ultime ore. L'ipotesi più probabile resta quindi quella delle sollecitazioni esercitate sulla roccia dal continuo dilatarsi e restringersi causato dalle variazioni di temperatura. Il fenomeno si chiama «termoclastismo», ha spiegato Scarascia Mugnozza. «È una dinamica normale in contesti montuosi con pareti ripide», ha osservato. «Siamo a fine estate e fenomeni di espansioni e contrazione della roccia sono comuni, considerando che in questo periodo dell'anno la temperatura di abbassa nella notte avvicinandosi allo zero, mentre si alza durante il giorno a causa dell'insolazione».

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