Frana di Caozze, ruspe al lavoro per togliere il materiale
ALPAGO . Al lavoro sulla frana. Il settore difesa del suolo della Provincia è da ieri all’opera per arginare le problematiche causate dal fronte franoso di Caozze, in comune di Alpago. Ci vorrà all’incirca una settimana per asportare dall’area a monte circa 350 metri cubi di materiale.
«Un intervento indispensabile per scongiurare ulteriori colate, che rischierebbero di andare a interessare la strada comunale», mette in in risalto Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale con delega alla difesa del suolo. «Fondamentale anche il controllo della quantità d’acqua presente. È infatti quest’ultima a scorrere al di sotto della frana, muovendo il fango che scende a valle all’interno di un canale. Vediamo se, svuotando il bacino, si riuscirà a risolvere il problema».
Ai lavori urgenti, come anticipa Bortoluzzi, seguiranno alcune indagini: «Si tratterà di posizionare dei pozzi esplorativi per analizzare l’andamento della falda e capire come si alza l’acqua nel sottosuolo», aggiunge. «Prima di ogni ulteriore intervento è indispensabile eseguire dei sondaggi». La colata di fango lungo il pendio di Cornei si è verificata poco più di due settimane fa e da allora l’area è sotto costante monitoraggio, grazie anche all’impegno dei volontari della Protezione civile. Il Comune è subito sceso in campo.
La Regione, la scorsa settimana, ha messo a disposizione parte di un’area per depositare il materiale proveniente dalla frana di Caozze, agevolando così la Provincia nell’avvio del lavoro in somma urgenza previsto sulla frana di sua competenza. Venezia ha anche stanziato un milione e mezzo di euro per interventi, che saranno seguiti dal Genio civile, sulla frana di Saviane, di cui il fronte di Cornei rappresenta una piccola area.
«Tutta la Valturcana è fragile dal punto di vista idrogeologico», ricorda Bortoluzzi, «ed è per questo che, come Provincia, intendiamo coinvolgere anche i Comuni di Chies e Tambre per redarre uno studio, che poi potrà essere presentato per accedere a contributi statali. Trattandosi di una situazione complessa, tutte le opere saranno concertate anche con il Genio civile, a cui chiederò un incontro, e con i Servizi forestali della Regione. Ognuno interverrà secondo le proprie competenze e, per essere efficaci il più possibile, è necessario avere un piano condiviso». (m.r.)
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