Feltre, scontro sui mutui: «I soldi risparmiati dovevano andare al welfare»

Prima l’aumento delle tasse per 450 mila euro ritoccando verso l’alto i primi due scaglioni dell’Irpef – rispettivamente dallo 0,5 allo 0,6 per mille e dallo 0,7 allo 0,8 per mille – e ora la rinegoziazione dei mutui che comporta una variazione di bilancio che permette di liberare 290 mila euro. «In poche settimane la maggioranza mette due volte le mani in tasca ai cittadini», denunciano gli esponenti della minoranza di centrosinistra in vista del consiglio in programma lunedì alle 18.30 dove sarà discusso il provvedimento.
Una critica che guarda sia alla sostanza, «perché la possibilità di rinegoziare i mutui concessa dal Governo è legata proprio al contrasto del caro bollette, proprio il motivo sbandierato dall’amministrazione comunale in occasione di approvazione del bilancio di previsione per aumentare l’Irpef, mentre questi 290 mila euro verranno destinati ad altri capitoli», sia alla forma «perché lunedì ci troveremo a ratificare un provvedimento della giunta senza che ci sia stato il benché minimo coinvolgimento dell’opposizione».
Insomma, a detta della minoranza, che ieri ha indetto una conferenza stampa con la partecipazione di tutti gli esponenti in consiglio, eccettoMattia Cosssalter, la giunta Fusaro non si è comportata in modo trasparente: «Noi ci lamentiamo come minoranza per non essere stati nemmeno consultati, ma sono i cittadini che devono avere una risposta dalla maggioranza. Avrebbero dovuto spiegare perché hanno aumentato l’Irpef quando potevano fare leva sulla rinegoziazione dei mutui per trovare i soldi necessari al caro bollette e al maggiore costo del personale».
La variazione di bilancio vale 290 mila euro, ma vista l’entità dei mutui contratti dal Comune di Feltre poteva arrivare a coprire l’intera cifra: «La nota dell’Anci Veneto che annunciava la possibilità di rinegoziare i mutui porta la data del 23 febbraio, quindi prima del consiglio comunale», spiegano gli esponenti della minoranza. «In commissione il centrodestra ha tentato di giustificarsi dicendo che sono venuti a conoscenza di questa opportunità dalla circolare della Casa depositi e prestiti datata 4 aprile, ma la scusa non regge perché la nota dell’Anci è precedente al consiglio comunale che ha portato all’approvazione del bilancio di previsione».
Una stoccata viene riservata anche al presidente del consiglio comunale, Ennio Trento: «Ricordiamo come nel 2020, dai banchi dell’opposizione chiese che ci fosse una condivisione sull’utilizzo dei fondi resi disponibili anche allora dalla rinegoziazione dei mutui. C’era la pandemia e ci fu un percorso condiviso tra maggioranza e opposizione per arrivare a dei provvedimenti per utilizzare quelle risorse per la ripartenza. A distanza di qualche anno notiamo che Trento, ora presidente del consiglio comunale, non ha battuto ciglio sposando la scelta della maggioranza di tagliarci fuori».
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