Feltre, restituita la refurtiva dopo il colpo in casa: «Anche i ladri hanno un cuore»

Maurizio Da Col ha ritrovato giovedì mattina nella cassetta della posta alcuni oggetti che gli erano stati rubati il 23 gennaio

Roberto Curto
Maurizio Da Col, a sinistra, nel 2021 quando riceve il Discobolo d’oro
Maurizio Da Col, a sinistra, nel 2021 quando riceve il Discobolo d’oro

Da appassionato di sport la sera del 23 gennaio era andato a Cesiomaggiore per seguire l’incontro di Kristian Ghedina organizzato nella sala di Pradenich e una volta tornato a casa aveva trovato l’appartamento sottosopra, con i ladri che dopo avere forzato il serramento di una finestra avevano rovistato dappertutto portando via alcuni oggetti di valore affettivo, ma di scarso valore economico. Ieri, Maurizio Da Col, storico dirigente dell’Us Virtus Nemeggio e componente del direttivo dell’Istituto Carenzoni Monego è stato chiamato dalla nipote che ogni mattina apre la cassetta della posta.

Ebbene: il ladro gentiluomo ha pensato bene di depositare nella cassetta la medaglia simbolo del Discobolo d’oro, il riconoscimento che il Centro sportivo gli aveva assegnato nel 2021, una medaglia di bronzo per la sua attività di donatore di sangue e una collana della moglie, anche se di scarso valore.

In ogni caso riprendere possesso di quegli oggetti è stata una sorpresa enorme: «Mi ha avvertito mia nipote», spiega Maurizio Da Col, «e sinceramente non so cosa dire. Dopo il furto e la denuncia presentata ai carabinieri ci avevo ormai messo una pietra sopra. Mai avrei pensato che il ladro dopo avere rischiato di essere preso durante il furto potesse rischiare di essere individuato venendo a restituire gli oggetti che aveva prelevato quel venerdì sera. La medaglia del Discobolo d’oro del Csi avevo visto che era sparita, anche perché avevano lasciato lì la scatoletta aperta, ma sinceramente la medaglia di bronzo dei donatori neanche me la ricordavo. Poi c’è la collana di mia moglie che aveva uno scarso valore».

Da Col ricorda quella sera: «Ero andato a seguire l’incontro con Kristian Ghedina a Cesiomaggiore e quando ero rientrato avevo trovato un disastro in casa e una finestra forzata. Io abito a piano terra, mio fratello che sta sopra mi aveva detto di avere sentito dei rumori ma credeva fossi io che ero rientrato. Alla fine era rimasta l’amarezza per avere trovato tutto a soqquadro ma di oggetti di valore non erano spariti. C’erano alcune cose che pensavo potessero interessare ai ladri ma le hanno ignorate. Poi ero andato dai carabinieri a sporgere denuncia dando per scontato che la refurtiva non sarebbe mai stata ritrovata».

Oggi Da Col si ripresenta in caserma, ma per mostrare la restituzione del maltolto: «Anche i ladri hanno un cuore», conclude Maurizio Da Col. 

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