Feltre, centro deserto nei weekend. Una commerciante: «Dopo il Giro d’Italia chiudo per protesa»

La barista Dal Pastro del Caffè Commercio: «Senza eventi inutile bloccare largo Castaldi. Il traffico deviato danneggia chi cerca di dare un servizio»

Roberto Curto
Centro chiuso al traffico
Centro chiuso al traffico

«Largo Castaldi pedonalizzato nei weekend? Un grande favore fatto all’Altanon». Dopo quattro mesi dalla riapertura del Caffè Commercio e valutata sul campo la situazione, la titolare Raffaela Dal Pastro non usa mezzi termini e se le cose non dovessero cambiare annuncia una protesta eclatante: «Chiudo a giugno. Non so per quanti giorni. Una settimana? Un mese? Prenderò una decisione, ma lo farò».

Alla base del malcontento della barista c’è la chiusura di largo Castaldi al sabato e alla domenica con le auto in transito che vengono dirottate lungo via Valderoa oppure per il centro storico.

«Senza un evento che faccia da richiamo alle persone, chiudere 50 metri di strada è del tutto inutile. Lo vedo con i miei occhi e lo vede il registratore di cassa. Chi arriva e trova la sbarra non si dà la pazienza di fare tutto il giro, scende per via Valderoa e va a riempire il centro commerciale Altanon. Questa è la verità».

In effetti il centro commerciale a ridosso della stazione ferroviaria gode di ottima salute. Bastava dare un’occhiata venerdì 1 maggio, quando, con sorpresa della barista, la transenna chiudeva l’accesso a largo Castaldi. Il risultato è stato qualche pedone che utilizzava i marciapiedi, alcuni avventori seduti ai tavolini del Commercio e della Torrefazione e negozi quasi tutti chiusi se si eccettuano Oviesse e libreria Giunti. All’Altanon, invece, parcheggi esauriti e frotte di persone con un’offerta commerciale pressoché completa: aperti Pepco, supermercato Aldi, Action, Eurobrico, Yamamay e i due locali pubblici Bristrot e Pasticceria Ozone.

Al di là del giudizio etico sul fatto di tenere aperto il primo maggio, resta la delusione di chi, lo scorso dicembre, ha deciso di riaprire lo storico locale di famiglia per cercare di risollevare un poco la situazione del centro.

Sentimento di delusione che si ripete ogni qual volta la transenna blocca le auto, senza che in centro vi sia alcunché: «Se ci sono manifestazioni non c’è nulla da obiettare», afferma Raffaela Dal Pastro, «ma quando non c’è niente non varrebbe la pena tenere aperto il bar, soprattutto al pomeriggio. Eppure tengo duro. In tanti mi chiedevano di dare una scossa al centro e io l’impegno ce lo metto, dando il servizio alla città, ai turisti, e dando lavoro a quattro persone. Ma se la ricompensa è dirottare il traffico in viale Montegrappa per poi finire tutti all’Altanon, allora non mi sta bene».

Clienti pigri o forse pratici, che cercano la comodità: «Se le auto possono transitare», afferma Dal Pastro, «è facile che parcheggino qui davanti, in via Roma o in piazza Isola. Si fanno due passi e poi arrivano nei locali aperti. Se trovano chiuso l’istinto è quello di trovare la via più breve e in centro arrivano in pochi».

Poi l’annuncio della chiusura per protesta: «Sono una persona responsabile e non voglio privare il centro del servizio nei giorni in cui la città ospiterà il Giro d’Italia. Ma se nel frattempo non viene presa qualche misura, a giugno appendo un cartello “chiuso per protesta” e sono decisa a farlo». Una presa di posizione dura, mentre per l’ennesima volta maggioranza e opposizione si sono scornati in consiglio comunale sull’efficacia o meno della chiusura o la riapertura al traffico del cento. Una grana in più da risolvere per l’assessore alla viabilità Matteo Titton. 

 

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi