Feltre, raggirano il prete: «Mi servono 42 mila euro per abortire»
Una donna e il presunto complice in tribunale per circonvenzione d’incapace. Il parroco è stato dichiarato in grado di testimoniare e racconterà l’accaduto

Un aborto da 42 mila euro. Il parroco, che amministrava le parrocchie di Pren, Lamen e Vignui, non deve aver pensato al fatto che l’interruzione di gravidanza è garantita dal Servizio sanitario nazionale (salvo medici obiettori di coscienza) e ha donato tutti quei soldi a una certa Lucrezia Cari, che aveva bussato alla porta della canonica, in compagnia di un tale Daniel Colombo.
Non solo: messo sotto pressione dev’essersi addirittura convinto che il frutto del peccato fosse figlio suo.
Cari e Colombo sono persone note agli uffici giudiziari e senza fissa dimora. Hanno individuato una persona particolarmente vulnerabile e sono in tribunale per circonvenzione d’incapace.
Talmente vulnerabile che non gli è nemmeno venuto in mente di attrezzarsi con un avvocato di fiducia, per costituirsi parte civile e chiedere un risarcimento danni. Il religioso è stato anche sottoposto a una perizia psichiatrica e il dottor Alberto Cestaro della Psichiatria di Feltre ha certificato che è in grado di testimoniare in maniera attendibile. Racconterà in aula l’accaduto, dopo che il 12 febbraio sarà ascoltato proprio lo psichiatra, che l’ha prima visitato e poi valutato.
L’accusa è molto pesante ed è maturata con modalità che hanno coinvolto anche il vescovo Renato Marangoni, in quanto destinatario di una richiesta di 15 mila euro da parte del parroco. Una domanda del tutto irrituale, che ha in qualche modo smascherato l’inganno.
Secondo la ricostruzione della Procura, Cari e Colombo hanno cominciato a bersagliare il sacerdote con un gran numero di telefonate, bussando poi alla porta della canonica, perché avevano bisogno di soldi.
La donna diceva di essere incinta e la vittima non si è tirata indietro: «Faccio il prete», aveva sottolineato nell’immediatezza «e sono abituato ad aiutare chiunque me lo chieda, anche a costo di rinunciare a qualcosa per me. Li ho sempre accontentati e sono tornati diverse volte da me».
Tralasciando gli aspetti troppo personali sul piano sessuale e delle dipendenze, il parroco «è un uomo molto fragile, che non è mai riuscito a dire di no. È una persona circonvenibile, allo stesso tempo è in grado di raccontare quello che gli è successo in maniera genuina».
Non sarebbe la prima volta che viene raggirato. Nell’estate 2017, Franca Levacovic aveva cominciato a chiedergli aiuto, raccontandogli di essere in difficoltà economiche. La donna si era presentata all’uomo di chiesa come Samantha Agnoletto e sarebbero state almeno tre le visite in parrocchia, durante le quali la donna era insieme a una ragazzina.
Complessivamente la truffa sarebbe stata di 8.200 euro. L’imputata è stata condannata a tre anni e due mesi di reclusione e 500 euro di multa. Rischiano la stessa condanna anche Cari e Colombo.
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