Istituto agrario, riparte il progetto per azienda agricola e laboratori

Nuova convenzione per il finanziamento da 4.464.000 euro del Fondo Comuni Confinanti. Fine lavori  prevista entro il 31 dicembre 2029

L'istituto agrario Antonio Della Lucia di Feltre
L'istituto agrario Antonio Della Lucia di Feltre

Ammonta a 4.464.000 euro  il finanziamento del Fondo Comuni Confinanti che fa ripartire  il progetto per la nuova azienda agricola didattica e i nuovi laboratori dell’istituto agrario Della Lucia di Feltre, con un investimento complessivo di 5.664.000 euro e il cofinanziamento di  1.200.000 euro della Provincia.

 

Lo prevede la nuova convenzione sottoscritta per finanziare il progetto all’Agrario di Vellai,  originariamente inserito nella programmazione 2013-2018 e successivamente trasferito, per l’adeguamento delle risorse e dei tempi di realizzazione, nella programmazione strategica 2019-2027.

L’intervento ha già visto la demolizione dei  fabbricati dell’azienda agricola e  prevede la realizzazione di quattro nuovi edifici, con l’obiettivo di fare dell’Iis  Della Lucia un centro di riferimento per l’agricoltura biologica, la biodiversità agraria e la sostenibilità agricola.

 

«Finanziando questi nuovi edifici, creiamo le condizioni perché una scuola possa diventare una parte attiva dell’economia agricola bellunese»,  sottolinea il presidente del Fondo Comuni Confinanti e assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond. «Un istituto agrario non deve essere soltanto il luogo in cui si impara un mestiere. Deve poter essere un luogo in cui quel mestiere si evolve, si sperimenta, si misura con le nuove tecnologie, con la sostenibilità e con le esigenze concrete delle aziende».

 

«La vera infrastruttura che serve alla montagna è anche la capacità di produrre conoscenza e competenze qui, sul territorio», prosegue Bond. «Per questo considero particolarmente importante la dimensione laboratoriale del progetto: l’agricoltura bellunese ha bisogno di giovani preparati, ma anche di luoghi in cui fare formazione, sperimentazione e cultura d’impresa. Se vogliamo che il primario resti una componente economica viva della montagna, dobbiamo investire nei campi e nelle aziende, ma anche nelle persone che vi lavoreranno».

 

La conclusione del progetto è prevista entro il 31 dicembre 2029. «Il risultato che ci interessa non sarà soltanto vedere nuovi fabbricati, ma vedere cosa vi succederà dentro»,  conclude Bond. «Se da qui usciranno giovani con competenze più forti, nuove sperimentazioni, servizi utili alle imprese e una maggiore capacità di valorizzare l’agricoltura di montagna, allora avremo trasformato una risorsa finanziaria in una capacità permanente del territorio. È questo il metro con cui dobbiamo giudicare gli investimenti pubblici».

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