Esuberi e orari ridotti è protesta alle ex Rsa

I sindacati: dopo una decina di licenziamenti non vengono rispettati gli accordi Il sindaco Balen chiede più personale: un ospite intemperante è stato denunciato

CESIOMAGGIORE. Prima i licenziamenti di una decina di lavoratori della Kcs (inizialmente ne erano stati previsti 14), poi la riduzione oraria per la trentina di dipendenti che restano in capo alla società che gestisce le strutture ex psichiatriche per conto dell’Usl di Feltre. Una riduzione oraria che, sia per il sindaco di Cesiomaggiore che per i sindacati che hanno seguito la partita della riduzione di personale e concordato con la Kcs le 36 ore settimanali, si traduce «nello scadimento del servizio».

I quaranta ospiti non possono essere adeguatamente seguiti perché gli operatori in turno non riescono a governare la situazione interna ed esterna alle mura nello stesso tempo. Così non sono mancati episodi spiacevoli con gli assistiti più inquieti che talora si dimostrano molesti nei confronti degli abitanti di Pullir. Poco tempo fa un ospite della comunità estensiva di Pullir (come si chiamano ora le residenze sanitarie assistenziali, in sigla Rsa) ha provocato un danneggiamento nella casa di un residente. Ed è stato denunciato ai carabinieri di Santa Giustina.

Il sindaco Michele Balen, ha convocato il direttore del dipartimento di salute mentale Massimo Semenzin e la responsabile Kcs per Feltre e Pullir, Pamela Bulfari, all’indomani «dell’ennesimo episodio di intemperanza che riguarda solo pochi ospiti ma crea destabilizzazione fra gli abitanti».

«In questa occasione il Comune ha ribadito la necessità di governare la situazione investendo più risorse», dice Balen. «Noi dobbiamo garantire la sicurezza e la tranquillità dei residenti di Pullir che non devono essere oggetto di violazioni di domicilio, danneggiamenti di beni come nel caso della recente denuncia ai carabinieri, e non devono essere esposti al rischio di conflitto fisico. Ma teniamo anche alla salute e al benessere degli ospiti. Non si vorrebbe che anche la ristrutturazione della psichiatria, con i giochi al massimo ribasso, finisse nel calderone dello scadimento dei servizi sanitari territoriali».

La riduzione oraria ai dipendenti, messa in atto dalla Kcs all’indomani dei licenziamenti di una decina di persone, fra Feltre e Pullir, è duramente contestata dal sindacato non solo dal punto di vista della non ottemperanza all’accordo siglato con la cooperativa, ma anche per questioni di sicurezza che devono riguardare i lavoratori e per questioni di servizio idoneo che deve essere reso agli ospiti.

«Il giorno dopo che si è chiusa la partita degli esuberi, molto delicata e spiacevole», spiega Gino Comacchio segretario Uil Fp, «la Kcs ci ha presentato un orario ridotto per la trentina di dipendenti fra Feltre e Pullir. La Kcs dice che l’orario lo assicurano i dipendenti con la sostituzione ferie e malattie, quindi in un arco annuale non mensile. Ed è qui il nodo giuridico: per noi l’orario nel capitolato è quello che l’azienda deve garantire in via ordinaria, non con le sostituzioni. Ho fatto un incontro con il committente Usl e con il direttore sociale e della funzione territoriale Mario Modolo nello specifico che si è impegnato a farsi mandare un resoconto da Kcs delle ore di come effettivamente vengono rese servizio per servizio, reparto per reparto, è a monitorare l’effettiva applicazione del capitolato nei mesi a venire. Prima di intavolare altre forme di lotta, verificheremo se il committente attende le promesse e se la cooperativa si attenga alle richieste».

Laura Milano

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