Era in Austria la tomba dell’eroe

Auronzo. L’alpino Fabio Monti morì nel 1915 durante un assalto al Peralba

AURONZO. Il padre Alessandro, già garibaldino a Monte Suello, assieme ai suoi commilitoni aveva cercato nel dopoguerra il suo corpo tra le rocce del Peralba, ma inutilmente. Fabio Monti, classe 1883, volontario alpino del Cadore, era caduto nella notte tra il 7 e l’8 agosto 1915 in uno sfortunato attacco alla cima del Peralba. Per ricordarlo il padre poté solo apporre una lapide poco sotto la vetta del monte, che tuttora esiste e che recita: “Qui giunse l’8 agosto 1915 – audacemente sfidando per l’Italia la notte, l’abisso e le armi – Fabio Monti di Auronzo – volontario alpino del Cadore – Qui rimase il corpo ferito nella fronte – oltre andando lo spirito e le sorti”.

Sono passati ormai più di 100 anni da quell’eroico sacrificio - sancito dalla medaglia d’argento al valor militare consegnata ai familiari del volontario durante una solenne cerimonia tenutasi in piazza S. Giustina ad Auronzo - eppure non è mai troppo tardi per ritrovare il filo della memoria e della gratitudine, specie se a ricercarlo in sinergia sono anziani e giovani.

A mettersi sulle tracce del volontario perduto avevano iniziato ancora l’anno scorso i ragazzi della 1ª B della locale scuola media, guidati dall’insegnante Ilde Pais Marden Nanon, partecipando al concorso “Il milite non più ignoto” indetto dall’Ana. Oltre a illuminare alcuni aspetti poco conosciuti della personalità e della vita di Fabio Monti (che era tra l’altro il prozio del campione di bob Eugenio Monti) gli alunni hanno avuto il merito di riportare alla luce l’attestato originale del 1916, con la motivazione della sua medaglia d’argento. A quella serata era presente anche il colonnello Italo De Candido, che suggerì subito una ricerca nei cimiteri di guerra austriaci, proposta subito raccolta da Stefano Muzzi, presidente de Cai di Auronzo, nonché membro dell’Ana. Così, pochi giorni fa, durante una visita nella vicina Lesachtal, nel piccolo cimitero di guerra di St. Lorenzen, fra le tombe dei soldati austriaci, è stata trovata pure quella di Monti. Il nome (Tabius anziché Fabio) e la data della morte (9 giugno 1916 anziché 8 agosto 1915) sono errati, ma si tratta senz’altro dell’alpino auronzano, definito “Ital. Freiwilligen” (volontario italiano), nonché “Bergfurher”, ovvero “guida alpina”, proprio per il valore alpinistico dell’impresa che gli costò la vita.

Lo stesso Muzzi ha immediatamente proposto al sindaco Daniela Larese Filon e all’Ana di organizzare al più presto una visita alla tomba ritrovata di Monti da parte di una rappresentanza di alpini e cittadini d’Auronzo.

Walter Musizza

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