È boom di scarlattina nel Bellunese: casi cresciuti del 160%
Il picco registrato da febbraio alla metà di aprile

È boom di scarlattina in provincia di Belluno. Dall’inizio dell’anno sono stati segnalati dai pediatri di libera scelta 73 casi, contro i 28 registrati nel 2019 in periodo pre Covid. In termini percentuali, significa un aumento del 160 per cento. Un exploit che nessuno si immaginava o attendeva visto che negli ultimi cinque anni i dati erano stati molto contenuti. Si parla appunto di 28 casi nel 2019, di 13 nel 2020 durante il Covid, nessun caso addirittura nel 2021 e di soltanto quattro casi denunciati l’anno scorso. Sono i casi formalmente segnalati al Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria dolomitica, «ma sappiamo che la casistica è più ampia», precisa il direttore della Prevenzione, Sandro Cinquetti, «perché qualcosa sfugge sempre, alcuni soggettio potrebbero avere sintomi molto lievi».
La scarlattina
La scarlattina è una delle malattie infettive cosiddette esantematiche perché provoca una eruzione cutanea diffusa (esantema). È causata da un batterio, lo streptococco beta emolitico di gruppo A (Streptococcus pyogenes) ed è molto comune nei bambini ma può colpire anche le persone adulte.
Di solito si presenta in forma non molto grave, anche se altamente contagiosa, e può essere curata dal medico di famiglia mediante la prescrizione di antibiotici. Anche se molto raramente, può accadere che torni ad una persona già infettata.
La situazione nel Bellunese
«Effettivamente siamo di fronte ad un sviluppo epidemico significativo che abbiamo evidenziato soprattutto nei mesi di febbraio, marzo e della prima metà di aprile», precisa Cinquetti. «In questo arco temporale si è registrata una media di sette casi a settimana, mentre dalla seconda metà di aprile ad oggi sono state soltanto tre le segnalazioni. Questo potrebbe far supporre che la malattia è in fase di rallentamento, come i pediatri stessi ci hanno comunicato», spiega il referente della Prevenzione.
Le cause del boom
«La scarlattina come tutte le malattie respiratorie è legata all’aggregazione dei bambini in contesti tipicamente scolastici: dove si è tutti insieme poi ci si contagia. Inoltre il fatto di non utilizzare più le mascherine per la recessione del Covid ha fatto venir meno delle misure di protezione», dice Cinquetti. «Se poi a questo ci aggiungiamo anche il clima che quest’anno non è stato clemente nei mesi primaverili, è evidente che i numeri dell’incidenza della scarlattina siano balzati in alto. Siamo, comunque, nell’ordine di grandezza del fenomeno che sta interessando la nostra Regione ma anche l’intero Paese. L’incremento di questa patologia è infatti diffuso in tutta Italia», dice Cinquetti.
La scarlattina resta comunque una malattia tipica dei bambini dai 3 ai 6 anni, quindi i contagi maggiori si sono registrati a livello di scuola dell’infanzia. «Resta però il fatto che questa patologia si cura tramite una terapia antibiotica che a distanza di 24-48 dalla somministrazione rende la malattia non più contagiosa».
Cosa attenderci
Il direttore della Prevenzione evidenzia inoltre come la scarlattina sia una malattia con dei cosiddetti pousées epidemici, cioè con una «improvvisa manifestazione patologica», a cui fanno seguito poi dei periodi in cui i numeri dell’incidenza tornano bassi.
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