È arrivata la zanzara “Aedes Japonicus” al via un tavolo per il monitoraggio

È arrivata la zanzara Aedes Japonicus. Con questa nuova specie, sono ben tre le “Aedes” presenti nel nostro territorio: Albopictus o Tigre, Koreicus e ora Japonicus. La segnalazione arriva dal settore prevenzione dell’Usl 1, che si occupa degli insetti e in particolar modo della zanzara.
«La presenza della Japonicus era stata segnalata la prima volta in Friuli almeno due anni fa. Da allora avevamo iniziato il monitoraggio anche nel nostro territorio e l’estate scorsa l’abbiamo individuata nel Comelico e in Cadore», precisa Marco Dal Pont, referente della Prevenzione per lo studio delle zanzare. «Per questo motivo quest’anno partiremo con uno studio specifico in Cadore e in Comelico con ovitrappole per capire meglio come si muovono questi insetti. Quello che finora sappiamo è che vivono anche in forma larvale af altitudini più elevate rispetto alle altre specie e quindi a temperature più basse. A differenza delle altre specie, sono meno portate a trasmettere malattie. Per il resto il loro modo di agire è simile alla tigre e alla koreicus: agiscono di giorno e non volano molto alto. Comunque, soltanto con lo studio che sarà avviato a breve potremo saperne di più».
L’Usl, infatti, entro la fine di marzo riaprirà la stagione di contrasto alle zanzare e lo farà, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico delle Tre Venezie, con iniziative di monitoraggio e la sistemazione di ovitrappole. «Ci concentreremo sulla zona alpina, dal Cadore all’Agordino, e istituiremo a livello aziendale un tavolo tecnico in cui parteciperanno il direttore sanitario, il direttore del Dipartimento di Prevenzione, un veterinario, un medico e un tecnico della prevenzione. Al tavolo anche alcuni esponenti della Conferenza dei sindaci e un rappresentante dell’Anci», sottolinea ancora Dal Pont. «Il tavolo è stato sollecitato dalla Regione, che da quest’anno ha deciso di avviare una battaglia a questi fastidiosissimi insetti, anticipando l’avvio delle disinfestazioni e posticipandone la conclusione a ottobre».
Non dimentichiamo che la zanzara è un vettore privilegiato per la trasmissione di alcune malattie. Ad esempio la West Nile viene trasmessa principalmente dalla zanzara comune o Culex, mentre la dengue o la chikungunya sono veicolate dal genere delle Aedes. «A trasmettere queste malattie sono perlopiù gli uccelli migratori», sottolinea anche il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Fabio Soppelsa. «Se punge questi uccelli, che sono portatori sani di queste particolari patologie, le zanzare diventano infette e quindi possono trasmettere i virus agli uomini e anche ad altri animali come i cavalli. Per questo motivo dovremo stare attenti a verificare dove si fermano e i tempi di permanenza di questi volatili».
Per limitare la diffusione delle zanzare, dall’Usl parte un appello a tutta la popolazione. «Invitiamo i bellunesi a procedere con le misure di disinfestazione. Da parte nostra, partiremo con l’operazione antizanzare soltanto negli spazi pubblici già dalla fine di marzo, ma la nostra attività rischia di essere vana, se anche il privato non interverrà. Solo agendo a 360 gradi possiamo portare avanti la una battaglia alle zanzare», precisano Soppelsa e Dal Pont. «Non dimentichiamo che le larve vengono depositate in piccole quantità di acqua. Quindi attenzione ai sottovasi delle piante, agli pneumatici lasciati alle intemperie o anche ai teloni nelle cui pieghe trovano vita facile proprio le zanzare della specie Aedes. Cerchiamo di tenere pulito questi spazi e di procedere con prodotti ad hoc per combattere le larve e le zanzare adulte. Questo è un problema di sanità pubblica in cui tutti dobbiamo sentirci coinvolti». —
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