Domani primo vertice sulle Olimpiadi 2026 Il Piemonte ci riprova

Il sottosegretario Giorgetti assicura che la legge sarà pronta entro la fine dell’anno: «Lo ho promesso a Losanna» 

BELLUNO. Il Piemonte torna alla carica delle Olimpiadi 2026, preparando un dossier che consegnerà al sottosegretario Giorgetti. Se ne parlerà probabilmente domani a Milano, dove Cio, Coni ed attori dei Giochi si incontreranno per trattare principalmente della governance (non ancora delle persone). Gli alpini, intanto, si dichiarano “in gioco” per prestare la loro opera. Ma andiamo con ordine.

Domani, a Milano, primo vertice dopo la vittoria a Losanna. Interverranno sia il presidente Luca Zaia, che il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina e il suo vice Alverà, oltre ai massimi dirigenti del Coni e del Cio.

«Prima di parlare di persone, si deve parlare di struttura» ha specificato ieri Attilio Fontana, governatore della Lombardia. «Dobbiamo decidere come strutturarci e l’11 inizieremo ad affrontare questi temi. Poi le persone vengono dopo». Per Fontana, non sarà difficile scegliere il manager capace di gestire l’evento sportivo. In Italia, ha spiegato il governatore, «ce ne sono tanti di buoni nomi; il problema – ha chiosato – non è individuare un buon nome». La ricerca, tuttavia, sconfina anche in campo internazionale.

E, intanto, Giorgetti assicura che la legge olimpica sarà pronta entro fine anno. «A Losanna ho promesso che entro fine anno avremo questa legge Ci stiamo attrezzando per metterla in pista, immagino a settembre per definirne i contorni e poi convertirla in legge entro la fine dell’anno». Di tutto questo si parlerà domani a Milano, ma anche di altro.

Il Piemonte sta insistendo per tornare in partita. «Il dossier è quasi pronto, lo presenteremo presto al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, certi che qualcosa di buono per le montagne del Piemonte possa arrivare» ha fatto sapere il governatore Alberto Cirio. «Crediamo che i Giochi invernali 2026 possano essere un valore per il Piemonte – ha sottolineato Cirio – e creeremo una Sport Commission sul modello della nostra ottima Film Commission per intercettare manifestazioni sportive, a cominciare proprio dagli eventi olimpici».

Sulla stessa lunghezza d’onda il predecessore, Sergio Chiamparino, del Pd. «Cerchiamo di rientrare con dignità dalla porta di servizio, visto che non siamo entrati da quella principale. Se posso dare una mano, io ci sono» ha detto, poi precisando: «È vero che la sindaca pentastellata di Torino e la sua parte politica non hanno voluto fare le Olimpiadi nel capoluogo piemontese. Ma non è che l’altra componente del Governo, la Lega, sia esente da trucchi e menzogne. Hanno fatto una manovra molto abile per spostare su Milano e Cortina il peso delle Olimpiadi, prima dicendo che in quelle sedi avrebbero pagato tutti i privati, poi mandando una lettera al Cio per assicurare la copertura finanziaria degli enti pubblici».

Nei giorni scorsi, sia il Governatore Zaia che il sindaco Ghedina avevano tenuto a precisare che quest’ipotesi non era affatto in campo. Lo è, invece, quella dell’impiego degli alpini dell’Ana come volontariato di supporto.

«Se n’è parlato l’altro ieri a Milano e confermo – ci dice Angelo Dal Borgo, presidente della sezione di Berlluno – che la nostra Protezione Civile ci sarà in forze. E magari con qualche altro supporto».

Ieri, intanto, si è saputo che la Rai torna a essere produttore di gare di sci dopo 15 anni. Lo farà con le finali di Coppa del mondo in programma a Cortina a marzo 2020. Lo ha sottolineato il direttore di Rai Sport, Auro Bulbarelli, durante la presentazione dei palinsesti autunnali dell’azienda di viale Mazzini. L’appuntamento, ha aggiunto, sarà una sorta di prova generale in vista dei Mondiali di Cortina del 2021 e delle Olimpiadi invernali del 2026. —

Francesco Dal Mas

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